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Jesi

Jesi, la rinnovata Casa di riposo pronta per il 2026

Il punto fatto in Comune da Asp e amministrazione: «Pronto il progetto definitivo, 4 mesi per l'approvazione dell'esecutivo e lavori appaltati entro l'anno». Al termine, 32 posti in più, di cui 20 di Rsa

Il sindaco Massimo Bacci, l’assessora Marialuisa Quaglieri, presidente e direttore Asp Matteo Marasca e Franco Pesaresi

JESI – Una Casa di riposo ristrutturata, messa a norma, ampliata nei posti a disposizione – dagli attuali 106 a 138 – e nei servizi (con la creazione di venti posti di Rsa), pronta per il 2026. Magari attingendo anche ai fondi del Pnrr per coprire parte dei 7,3 milioni di euro di spesa complessiva previsti. Risorse alle quali peraltro si pensa «anche per aumentare le strutture a disposizione dei servizi sociali, ad esempio con una per il “Dopo di noi”, o per ristrutturare la Casa delle Genti» dice il presidente dell’Azienda Servizi alla Persona Matteo Marasca. Se ne è parlato in Comune, facendo il punto – con il sindaco Massimo Bacci, l’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri e il direttore dell’Asp Franco Pesaresi – sull’atteso progetto di intervento sulla residenza per anziani di via Gramsci, forse finalmente al via. «Contiamo di riuscire ad assegnare l’appalto per i lavori entro l’anno in corso- dice Marasca – vero che se ne parla da tempo ma pandemia e difficoltà create dal Covid non hanno permesso di lavorare più celermente».

La casa di riposo di Jesi

È Pesaresi a fornire i dettagli: «Abbiamo in mano il progetto definitivo: ora il progettista ha 60 giorni di tempo per consegnarci l’esecutivo, che dovrà poi passare al vaglio di un revisore esterna. Fase che potrebbe essere chiusa in 4 mesi: a quel punto potrà essere aperta la gara d’appalto, contando nel 2022 di affidare i lavori». A questi destinati 5,7 milioni della spesa totale. Si pensa di procedere in due lotti. «Un primo principale, da 6,7 milioni, che richiederà 27 mesi di lavoro e che potrebbe essere concluso nel 2025. Un secondo per il resto, per il quale – dice Pesaresi – si confida nel ribasso d’asta del primo alto: sei mesi di lavori, fine nel 2026». Un intervento complesso. «Perché verrà attuato senza chiudere la struttura: di volta in volta verranno liberati gli spazi dove intervenire, dirottando altrove gli uffici amministrativi (l’Asp ne ha già ora una parte a Villa Borgognoni, nda) per destinarli a stanze di degenza dove trasferire gli ospiti. Richiederà tempi più lunghi ma consentirà di non creare disagi all’attività». Al termine dell’operazione, solo una minima parte degli uffici, la più strettamente legata all’attività della Casa di riposo, tornerà nella struttura: per gli altri, necessarie sedi alternative.

«Limitato il ricorso a nuove costruzioni, salvo un nuovo collegamento di passaggio fra due plessi. Per il resto- precisa Marasca- i maggiori spazi verranno ricavati dagli attuali occupati da uffici e lavanderia e tombando gli ambienti attualmente in parte aperti sottostanti alla parte dell’immobile che guarda via Gramsci, dove verranno spostate alcune sale di servizi».

Il sindaco Massimo Bacci, l’assessora Marialuisa Quaglieri, presidente e direttore Asp Matteo Marasca e Franco Pesaresi

I numeri finali dicono di 6.500 metri quadrati di immobile e, a fine intervento, 20 nuovi posti di Rsa, 12 di residenza protetta per le demenze, 88 di residenza protetta per anziani, 18 di casa di riposo, in ordine decrescente, ricorda Pesaresi, di necessità di assistenza: se la Rsa richiede la presenza di un medico ma è destinata ad una permanenza temporanea, si arriva man mano a scendere fino alla casa di riposo, che ospita anziani autosufficienti.

Ricorda Quaglieri: «L’importante sinergia fra Comune e Asp, per accogliere più persone in un luogo più adeguato e idoneo, col fine di dare risposte alle persone in difficoltà».

Per il sindaco Massimo Bacci: «In dieci anni fatto un percorso straordinario. Se un Comune può incidere in maniera diretta su urbanistica – purtroppo rimasta al palo con la crisi – e servizi sociali, in questo campo grazie all’Asp e alle tante nuove strutture realizzate è stato fatto un salto di qualità enorme».