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Jesi

Fase 2 a Jesi, riaprono i cimiteri ma non i parchi pubblici

I cittadini, da lunedì 4 maggio, potranno tornare a visitare i defunti, ma l'accesso alle aree verdi resta ancora sbarrato. Sono 88 i positivi al Covid-19, 18 dei quali ricoverati

Il sindaco Massimo Bacci e il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi

JESI – Riaprono i cimiteri, ma non i parchi pubblici. Ecco le principali misure adottate dal Comune per la fase 2. Da lunedì 4 maggio, dunque, sarà possibile tornare a far visita ai propri defunti, ma non si potranno ancora portare i figli nelle aree verdi, che invece torneranno fruibili dal 18 maggio. Sono 18, al momento, i cittadini ricoverati perché colpiti dal Covid-19, e ulteriori 110 sono in isolamento domiciliare (70 dei quali positivi).

A chiarirlo è stato il sindaco Massimo Bacci in una diretta web organizzata proprio per illustrare nel dettaglio i nuovi provvedimenti. Coadiuvato dal comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi, Bacci ha chiesto attenzione e senso di responsabilità, illustrando i numeri del contagio sul territorio.

COVID-19: FASE 2 Comunicazioni del Sindaco e del Comandante della Polizia Locale di Jesi

Le nuove misure e le nuove disposizione che scatteranno da lunedì 4 maggio. Parchi pubblici, cimiteri, passeggiate, visite a congiunte, spostamenti, ecc.

Pubblicato da Comune di Jesi su Sabato 2 maggio 2020

«Finalmente si potrà tornare al lavoro, fare attività fisica e concedersi una passeggiata – le parole del sindaco Bacci -. Riapriamo i cimiteri, lo avevamo promesso e mantieniamo la parola data. La raccomandazione è di evitare in tutti i modi gli assembramenti. Restano chiusi invece i parchi pubblici in quanto non possiamo garantire il controllo degli accessi e la verifica dei comportamenti individuali all’interno di essi. Essi saranno nuovamente fruibili, salvo nuove direttive, il 18 maggio. Cercheremo in questi giorni di progettare un utilizzo che tenga conto delle disposizioni ministeriali e permetta ai cittadini di vivere una parte della giornata all’interno delle aree verdi. Ad oggi, i ricoverati residenti a Jesi sono 18, mentre le persone in stato di isolamento sono 110, di cui 70 positive. Il virus è ancora presente sul territorio, insomma, e se vogliamo evitare la recrudescenza dello stesso dobbiamo rispettare le prescrizioni del ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sta a noi fare in modo che la curva continui a scendere. Ringrazio tutti per l’alto senso civico dimostrato».

Quindi è toccato al comandante Lupidi spiegare le misure nel dettaglio. «Si potrà tornare a fare attività motoria e sportiva, rispettando le distanze di sicurezza – spiega il coordinatore della Polizia Locale -. Per coloro che manifestano febbre superiore ai 37,5 gradi è vietato lasciare la propria abitazione, e va contattato immediatamente il medico curante. La violazione, in questo caso, è penale, non semplicemente amministrativa. Si potranno inoltre andare a trovare i congiunti, vale a dire – come indicato dal governo – gli affetti stabili, un concetto che va comunque ancora spiegato con maggior precisione. Per gli spostamenti fuori regione vi deve essere l’urgenza legata alla salute e al lavoro. Sono ammesse solo le cerimonie funebri, non matrimoni o messe, possibilmente all’aperto e con meno di 15 persone presenti».

Il governo ha pubblicato intanto le domande frequenti riguardanti la fase 2, così da avere le risposte a tutti i dubbi. Differiscono di poco quelle regionali.