Radio…Immaginando e il reportage sul Fiume Esino

I Cag della Vallesina e l'associazione Fuori dalle Vie Maestre hanno collaborato in un programma di attività per conoscere la risorsa “acqua" attraverso una trasmissione radiofonica e il docufilm. Doriano Pela: «C'è degrado ambientale»

L'Esino dal ponte di Minonna

JESI – Fiume Esino protagonista del progetto “Radio…Immaginando” che nel corso del 2018 ha portato l’associazione Fuori dalle Vie Maestre e i Cag della Vallesina (centri di aggregazione giovanile) sulle rive del corso d’acqua. Una serie di attività dedicate alla conoscenza della risorsa “acqua” con il sostegno dell’Asp Ambito 9 e dalla Regione Marche, che ha portato alla realizzazione di gruppi di studio, escursioni e trasmissioni radiofoniche.

fiume-esino
Fiume Esino

Il reportage di questo lavoro ha dato vita ad un video che mette in luce la situazione in cui versa il fiume. Abbiamo parlato di questo progetto con Doriano Pela, coordinatore dei Cag della Vallesina: «Il progetto “Radio…Immaginando” è un’iniziativa ormai tradizionale dei nostri centri di aggregazione: questa conclusa è l’undicesima edizione. Punta a coinvolgere ogni anno un certo numero di giovani e di ragazzi per far approfondire loro alcune tematiche, o semplicemente alcune storie, che in un modo o nell’altro chiamano in causa il senso di responsabilità: verso gli altri, verso la città, verso l’ambiente, verso le istituzioni. Insomma, un’attività che ha a che fare con l’educazione alla cittadinanza, si può dire. E che sfrutta la trasmissione radiofonica e il docufilm». 

Dalla sorgente alla foce, il fiume è stato preso in esame per tutto il suo corso. Quali sono, alla luce del lavoro svolto, le condizioni del Fiume Esino? «Non ottimali, purtroppo. Il degrado ambientale c’è. E non è per nulla trascurabile. Si lega a problematiche di rilievo, come gli sbarramenti, l’eccessivo sbancamento, l’eccessivo prelievo di acqua. Problematiche che hanno portato ad un impoverimento biologico serio. È per questo che nella realizzazione del video, alla fine i partecipanti hanno preferito concentrarsi proprio su questi aspetti».

Come si sviluppa il progetto?
«Proponiamo ai partecipanti un percorso di introduzione alle tematiche (quest’anno ad esempio ci si concentrava sull’ambiente, in particolare sull’acqua)  accompagnato da un percorso di “istruzione all’uso” su come fare la radio o come costruire un video. E questa fase è molto importante, sia perché i partecipanti fanno la conoscenza degli
operatori dei Cag (e di esperti appositamente coinvolti), sia perché acquisiscono conoscenze specifiche in modo informale e divertente.

Per esempio, per avvicinarli all’ecosistema fluviale abbiamo proposto loro una serie di escursioni nel corso del quale ogni volta hanno parlato e dialogato con alcuni esperti. Poi viene la fase in cui, raccolti i dati, li si elabora per arrivare ai “prodotti finali”. Che quest’anno sono stati il video sull’Esino, una serie
di trasmissioni radiofoniche andate in onda su Radio TLT (la nostra web radio), ed una canzone a tema, realizzata grazie anche alla collaborazione del Riciclato Circo Musicale».

Fiume Esino in secca

Quali Cag sono stati coinvolti, quali altre realtà?
«I Cag del coordinamento attualmente sono: Jesi, Santa Maria Nuova, Moie di Maiolati, Monsano e Monteroberto. La proposta viene sempre estesa sia ai frequentanti dei Cag che a tutti i giovani del territorio (con pubblicità che ormai passa soprattutto attraverso i social, ma in parte anche tramite le scuole, le associazioni, ecc.). Noi diamo un termine ultimo di iscrizione e poi si comincia il percorso laboratoriale con chi si è fatto avanti. Quest’anno abbiamo lavorato con un gruppo di circa 25 ragazzi (di età compresa tra i 13 e i 17 anni) ed un altro gruppo di circa 20 giovani (di età compresa tra i 18 e i 28 anni). Invece in termini di altre realtà coinvolte, abbiamo avuto anzitutto l’Associazione “Fuori dalle Vie Maestre” (che figurava come uno dei soggetti partner del progetto), e la Uisp di Jesi (pure soggetto partner). E poi diverse altre realtà, tra cui l’Oasi WWF di Ripa Bianca e l’Associazione Mosca Club “S. Breccia”, il Riciclato Circo Musicale. Il progetto è sostenuto dalla Regione Marche e “passa” attraverso l’ASP – Ambito IX, il soggetto titolare dei servizi entro cui sono
ricompresi i Cag (attualmente gestiti dalla cooperative sociali Costess e Cooss Marche)».