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Jesi

Jesi, il question time del professor Di Lucchio: «Quanto sono sicure per i pedoni le strade della città?»

Il tema, insieme a della installazione della fibra, era stato ammesso alla discussione. «Col ritorno alla presenza, non sento di poter partecipare. Resta la validità degli interrogativi su innovazione e sicurezza per tutti»

Il professor Giuseppe Di Lucchio

JESI – Quanto sono sicure per i pedoni le strade di Jesi? A chiederlo all’amministrazione comunale è un volto noto del dibattito pubblico e della politica cittadine, il professor Giuseppe Di Lucchio. Vittima suo malgrado di un investimento dal quale si sta man mano sempre più riprendendo, avvenuto a Senigallia nel corso dell’estate, il professor Di Lucchio aveva l’intenzione di portare questo tema – ma non solo- in Consiglio nella prossima seduta.

«La mia richiesta di partecipazione al question time con questa, e un’altra istanza relativa all’installazione della fibra in città, era stata regolarmente accolta dal presidente del Consiglio Daniele Massaccesi. Il confronto con gli assessori di competenza era stato, in particolare sulla questione della sicurezza stradale, corretto. Purtroppo, non sento ancora di poter partecipare alla seduta consiliare tornata in piena presenza. Ma penso di tradurre le mie istanze in altrettante lettere aperte alla città su questi temi».

Di Lucchio chiede «quali misure intende adottare l’Amministrazione comunale in materia di sicurezza e incolumità personale dei cittadini, con ineludibile riferimento allo stato di alcuni tratti adibiti a percorsi di pedoni – ad esempio fra via Fausto Coppi e il Palasport- e alla maggior parte dei marciapiedi, dove la compresenza di piste ciclabili, monopattini e tratti riservati ai pedoni rendono problematiche le passeggiate, l’accesso ai soggetti fragili e alle donne con carrozzine? Si sottolinea che la maggior parte dei passaggi pedonali sono o non del tutto evidenziati oppure posizionati in punti contrassegnati da una pericolosità quanto meno potenziale».

Inoltre, il già consigliere comunale e presidente di circoscrizione chiede: «A che punto è il cablaggio della città, non solo rispetto alla zona industriale Zipa, con particolare riferimento alla fibra ottica e ai rapporti con Open Fiber, società partecipata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti? La questione riveste pressante attività, tenuto conto che comuni vincitori con un numero limitato di abitanti stanno cablando, oppure lo hanno già fatto, anche i loro centri storici».

Evidenzia Di Lucchio: «A mio parere in troppe parti della città non vi sono attenzione e condizioni di sicurezza adeguate per i pedoni. Mentre, quanto alla fibra ottica, è troppo importante che una tecnologia adeguata sia messa a disposizione di tutti i cittadini, tanto più se a operare a riguardo è un soggetto a partecipazione pubblica».