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Jesi, progettazione avviata per lo spostamento della fontana. In attesa dei garanti

L'amministrazione sta portando avanti l'iter per la traslazione del monumento di piazza Federico II, dando seguito alla volontà di Cassio Morosetti. Aspettando la decisione sul referendum...

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Jesi, piazza Federico II e la Fontana dei Leoni

JESI – Spostamento della fontana dei Leoni, la progettazione va avanti. L’amministrazione sta procedendo con le formalità burocratiche con l’obiettivo di arrivare ad assegnare il cantiere entro febbraio. Senza tale passaggio, la traslazione non sarebbe possibile, considerati i tempi risicati. Cassio Morosetti, che ha donato 2 milioni di euro per riportare il monumento di fronte al teatro Pergolesi, è stato categorico nel testamento: entro il 22 luglio 2021, la scultura dovrà essere in piazza della Repubblica collegata alla rete idrica, pena la perdita del lascito (che andrà automaticamente a tre associazioni di beneficenza).

Il comitato dei garanti, che dovrà valutare l’ammissibilità del referendum abrogativo proposto da dieci cittadini, si esprimerà entro il mese di gennaio. Due gli scenari possibili: qualora i tre componenti dell’organismo (un avvocato, un membro della Prefettura e il difensore civico regionale) respingessero l’istanza, il Comune pubblicherebbe immediatamente il bando di gara per la rapida individuazione della ditta appaltatrice. Discorso diverso se il comitato dei garanti decidesse che il referendum si può svolgere. Da quel momento, i promotori dovrebbero raccogliere duemila firme. Ma è plausibile il colpo di scena, vale a dire la decisione della giunta di chiudere preventivamente la vicenda del lascito testamentario, evitando di organizzare la consultazione popolare che, a prescindere dall’esito, sposterebbe di troppo in avanti i tempi, non consentendo più l’eventuale traslazione della fontana (che richiede 4, 5 mesi). Oltre a comportare un esborso di denaro.

I 2 milioni di euro del lascito verranno versati sul conto municipale non appena la fontana sarà in piazza della Repubblica. Ciò significa che l’amministrazione Bacci dovrà accendere un mutuo, anticipando la somma (e accollandosi le rate ndr.). Un bel rischio, insomma, votato comunque dal consiglio comunale. Se la fontana dovesse restare al suo posto, verrà comunque sistemata piazza della Repubblica e riqualificato il complesso San Floriano, contestualmente all’attuazione del piano di abbattimento delle barriere architettoniche.