Jesi, in primavera il cantiere alla Casa di riposo

Jesi in Comune teme che villa Borgognoni, attualmente utilizzata per gli uffici della Asp, possa diventarne la sede definitiva a causa della dilatazione delle tempistiche di realizzazione della riqualificazione della residenza protetta per anziani

L'ingresso della casa di riposo di Jesi

JESI – Partiranno in primavera i lavori di ristrutturazione alla Casa di riposo Vittorio Emanuele II. «Un appalto di notevoli dimensioni che richiede un iter lungo», spiega l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi. Affermazione, questa, che genera perplessità nel movimento Jesi in Comune. «Temiamo che tre anni non siano sufficienti per ultimare il cantiere – osserva la consigliera Agnese Santarelli -. Il timore è che gli uffici dell’Azienda Servizi alla Persona restino in via definitiva a villa Borgognoni, e non temporaneamente».

L’Asp ha infatti trasferito in via Crivelli, ormai da un anno, i propri uffici, così da permettere che nella vicina Casa di riposo i lavori di ampliamento possano svolgersi senza dover trasferire gli utenti. «Un intervento per circa un milione di euro – spiega piazza Indipendenza – che si prevede permetta di aumentare l’attuale disponibilità di posti letto passando da 110 a 150, 20 dei quali in regime di Rsa, Residenza sanitaria assistita. Tenuto conto che ora sono 90 le persone in lista di attesa per l’ingresso nella Casa di Riposo, l’ampliamento dimezzerà lista e tempi». Scelta contestata dalle associazioni riunite nel sodalizio Spaziostello e dall’opposizione di sinistra.

La giunta ha comunque garantito «l’impegno a perseguire l’obiettivo della riapertura dell’Ostello, come già definito all’interno delle Linee Programmatiche 2017-2022». Jesi in Comune, tuttavia, teme proprio che l’attività di accoglienza non venga più ripristinata per sopravvenute esigenze socio-sanitarie.

«L’Asp Ambito 9 – fa sapere l’assessore Renzi – sta portando avanti la fase di progettazione dell’appalto che condurrà all’affidamento dei lavori la prossima primavera, adeguando contestualmente villa Borgognoni dal punto di vista informatico». Serviranno tre anni, salvo imprevisti, per completare la nuova residenza protetta per anziani.