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Jesi

Jesi, 223 i positivi in città. Nuovi tamponi alla casa di riposo

Il quadro della situazione riferito dal sindaco Bacci in Consiglio. In settimana i dati aggiornati sulla residenza per anziani, appello a non rallentare, causa pandemia, l'attività delle sale operatorie del Carlo Urbani

La Casa di riposo di Jesi, non sarà più sede della cucina unica centralizzata delle mense scolastiche

JESI – «Sono attualmente 233 in città i positivi al Covid-19 e in isolamento domiciliare. Altre 221 sono le persone in quarantena, non contagiate ma per essere state in contatto con persone positive». Così nelle sue comunicazioni al Consiglio il sindaco Massimo Bacci ha aggiornato i numeri della situazione Coronavirus a Jesi.

Si attende invece di avere un nuovo quadro per quanto riguarda la casa di riposo di via Gramsci. «Come noto, una settimana fa erano una ventina gli ospiti contagiati- ha detto Bacci- da oggi (30 novembre) alle 13 si provvederà all’esecuzione dei tamponi sugli anziani risultati positivi e poi da domani, a gruppi di trenta, su tutti gli altri ospiti e sul personale. Giovedì prossimo avremo un quadro complessivo aggiornato». Due i deceduti causa Covid fra gli ospiti della casa di riposo di Jesi.

Bacci ha inoltre assicurato: «La pandemia sta mettendo sotto pressione l’ospedale Carlo Urbani e la sua disponibilità di posti letto, oltre ai venti posti Covid attivati a Villa Serena. Sto mantenendo costante il contatto con i vertici dell’Area Vasta 2 e della Regione affinché non venga a diminuire a causa del Covid l’attività delle sale operatorie del nostro ospedale, fra le più moderne e attrezzate delle Marche».

Su quest’ultima questione aveva di recente richiamato l’attenzione il Tribunale del Malato: «In questa seconda ondata di pandemia si è andata ulteriormente ad aggravare la situazione delle liste di attesa per interventi chirurgici non urgenti (classe B/C/D) proprio mentre si stava cercando di recuperare tutti quelli sospesi durante la prima. Attualmente si stanno effettuando solo interventi di classe A con una riduzione sensibile delle sedute operatorie. Pur tenendo conto che tutto il nostro ospedale è impegnato a combattere la pandemia, non si possono però trascurare le altre problematiche sanitarie che affliggono i pazienti (protesi di anca, ginocchio, ernie e ipertrofia  prostatica), tutte patologie per le quali all’atto della visita al paziente fu assegnata una classe “non urgente”. In questi giorni ci stanno pervenendo segnalazioni di pazienti che, rientrando in tali classi, non sono in grado di sapere quando saranno operati e si tratta di patologie che presentano intenso dolore, gravi disfunzioni o grave disabilità, che in molti casi impedisce loro di muoversi, di lavorare».