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Jesi

Ponte San Carlo, la maggioranza in pressing su Regione, Anas e Governo

L'infrastruttura che collega il quartiere Minonna alla città va demolito e ricostruito, secondo i tecnici. Ma il Comune non ha i soldi. Le forze di governo tornano a sollecitare gli enti sovralocali

JESI – Ponte San Carlo va demolito e ricostruito. Questa è, secondo i tecnici, la soluzione più conveniente. In via precauzionale è stato vietato il transito ai mezzi pesanti. Ma bisogna intervenire con ingenti investimenti per sistemarlo. Risorse, circa 4 milioni di euro, che il Comune non ha. Ed è per questo che il sindaco Massimo Bacci ha già sollecitato il Governo, che però ha risposto picche (leggi l’articolo).

La Regione, al contrario, ha assicurato il proprio impegno per agevolare la ricostruzione del ponte (leggi l’articolo). Un’opera pubblica che, anche alla luce dei fatti di Genova, preoccupa notevolmente i cittadini. Ora si attendono i fatti dal capoluogo dorico.

«Alcuni mesi fa – ha avuto modo di sottolineare l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi -, in occasione della predisposizione del bilancio di previsione, abbiamo ritenuto opportuno avviare indagini per conoscere le caratteristiche strutturali e lo stato di conservazione di alcune infrastrutture, in particolare ponti e viadotti. In passato mai erano state fatte indagini approfondite, vale a dire con carotaggi e prove di laboratorio su calcestruzzi e acciai. I provvedimenti suggeriti dall’ingegnere che ha eseguito l’indagine sul ponte San Carlo erano, appunto, il senso unico alternato con carreggiata ristretta o la limitazione ai mezzi pesanti. La prima ipotesi sarebbe stata più problematica, secondo noi, perché avrebbe provocato incolonnamenti, dunque soste prolungate, e di conseguenza un carico eccessivo rispetto al normale transito. Abbiamo optato perciò per l’interdizione ai mezzi superiori ai 35 quintali, ben consapevoli del disagio che arreca agli operatori, compresa l’igiene urbana. Ma era fondamentale attuare provvedimenti cautelativi. Nella speranza che ciò possa costituire un elemento in grado di accelerare un intervento radicale di manutenzione. A tale proposito, stiamo sensibilizzando regione e ministero affinché possano prevedere contributi specifici, anche considerando che questo è l’unico ponte in regione di competenza di un Comune, e non della Provincia o dell’Anas. Insomma, il San Carlo è un’infrastruttura che necessita di fondi sovralocali per essere sistemato».

Matteo Baleani
Matteo Baleani

«La situazione San Carlo è diversa da quella del ponte Morandi di Genova – commenta Matteo Baleani, consigliere comunale di Jesiamo -, anche se ovviamente viene naturale, in questi giorni, fare un collegamento. Questa amministrazione ha già dato grande prova di serietà segnalando in anticipo la situazione, portandola a conoscenza dei cittadini, bloccando il passaggio di mezzi pesanti e contattando gli organi superiori. Anche senza il disastro di Genova, il pressing su Regione, Anas e Ministero per portare alla luce il problema e intercettare le risorse utili era e resterà alto. La giunta si è dimostrata attenta e sensibile all’argomento, un ponte che per importanza e dimensioni non può rimanere un problema di un singolo comune».