Jesi piange Romeo Giannoni, grande arbitro e maestro di arbitraggio

Giacchetta nera e assistente ad alti livelli, dalla A alla C, e poi per quindici anni presidente della sezione Aia cittadina, che lo ricorda commossa: «Una guida che ci ha preso per mano, perdiamo una figura paterna, un punto di riferimento insostituibile per tutti noi»

In piedi, a destra, Romeo Giannoni viene premiato dall'attuale presidente della sezione Aia di Jesi, Riccardo Piccioni (foto da pagina Fb Aia Jesi)
In piedi, a destra, Romeo Giannoni viene premiato dall'attuale presidente della sezione Aia di Jesi, Riccardo Piccioni (foto da pagina Fb Aia Jesi)

JESI – Jesi e il suo mondo sportivo, e non solo, piangono la scomparsa di Romeo Giannoni, storico arbitro: 5 anni da fischietto in Serie C e altrettanti da assistente fra A e B nella sua carriera di giacchetta nera ad alti livelli, prima di dirigere per tre lustri la sezione jesina dell’Aia, Associazione Italiana Arbitri. Lo scorso Natale, Giannoni aveva celebrato i 50 anni di tesseramento Aia.

È la stessa Aia di Jesi a dare la notizia: «Il Presidente Riccardo Piccioni informa che il nostro “Presidentissimo” Romeo Giannoni ci ha lasciato stanotte, vinto da un male incurabile, dopo una breve degenza ospedaliera. Per molti di noi Romeo, Presidente della nostra sezione per un quindicennio, è stato un maestro di arbitraggio, una guida che ci ha preso per mano e ci ha guidati alla scoperta del mondo arbitrale. Perdiamo una figura paterna, un punto di riferimento insostituibile per tutti noi. Il Presidente, il Consiglio Direttivo Sezionale e tutti gli associati, si stringono alla moglie e ai figli, in questo momento di dolore e di sconforto. I funerali si terranno mercoledì 27 marzo alle ore 15.30, presso la Chiesa di San Sebastiano, largo Grammercato 10, a Jesi».

Il Comitato regionale arbitri marchigiano ricorda: «Romeo ha portato il nome di Jesi ai livelli più alti del calcio nazionale. Ma non è solo la sua bravura ad averlo reso un punto di riferimento per tutti noi. La sua simpatia e la sua straordinaria umanità saranno impossibile di dimenticare. Ci piace ricordarlo mentre sorride e consegna le divise ai giovani arbitri. Tanti ne ha visti, tantissimi ne ha formati. E senza di lui non sarebbe stato lo stesso».