Jesi, il Pd esprime perplessità sul futuro del museo Stupor Mundi

La consigliera comunale democrat, Emanuela Marguccio non nasconde dubbi sulla strategia adottata dall'amministrazione per acquisire la gestione del contenitore culturale dedicato a Federico II

Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi

JESI – Una «gestione innovativa» per il museo Federico II Stupor Mundi, puntando sulla sinergia pubblico-privato. È quanto annuncia l’assessore alla cultura, Luca Butini, evidenziando che l’ingegner Gennaro Pieralisi, finanziatore del contenitore culturale della piazza dove l’imperatore nacque nel 1194, ha dichiarato formalmente la volontà di donarlo al Comune. Nell’ultimo trimestre del 2019, l’amministrazione inizierà a occuparsi direttamente degli aspetti gestionali del museo.

Non mancano, tuttavia, le perplessità. «Un atto di mecenatismo prevedibile, quello dell’ingegner Pieralisi, che in teoria dovrebbe comportare un passaggio naturale – il commento di Emanuela Marguccio, consigliera comunale del Pd -. Purtroppo non è così e la preoccupazione è inevitabile, visto che l’amministrazione anticipa le proprie mosse soltanto ora, quando il Comune si trova a dover gestire un impegno di spesa di 200 mila euro contro i 36 mila euro annui previsti a carico della casse comunali. Riuscirà a restare aperto il museo? Come? All’interno di quale contenitore culturale?».

Emanuela Marguccio

Il «modello innovativo di gestione che promuove adesso l’assessore Butini», sempre a detta dell’esponente della minoranza, «non si improvvisa, ma si sviluppa insieme alla stessa progettazione del museo per valutare in primis la futura sostenibilità del progetto, coinvolgendo l’intero tessuto socio – culturale della città. Il Comune doveva e poteva giocare il suo importante ruolo da subito. Non si può certo tornare indietro e se il modello innovativo consiste nell’annunciata “fortissima sinergia pubblico- privato”, non è certo una novità per questa amministrazione, oltre a non essere un’innovazione».

Infine, l’affondo: «L’assessore Butini – osserva Marguccio – ha dichiarato che l’aula consiliare avrà l’ultima parola, che ultimamente significa ratificare quanto unilateralmente deciso dalla maggioranza. Speriamo che almeno in questo passaggio l’amministrazione si comporti con discontinuità rispetto al modo di operare che ha imperato negli ultimi Consigli Comunali».