Jesi-Fabriano

Jesi ritrova Patrizio di Massimo con una preziosa Antologia tra Palazzo Pianetti e Palazzo Bisaccioni

La più ampia antologica mai realizzata dall’artista per la quantità di opere in esposizione provenienti da importanti collezioni italiane, affiancate da un catalogo, che riunisce più di cento opere, pubblicato da Quodlibet

JESI – Si apre domani (domenica 23) in due distinte sezioni a Palazzo Pianetti e a Palazzo Bisaccioni la grande mostra “Antologia (2013-2023)” di Patrizio di Massimo, artista di fama internazionale, nato a Jesi e residente a Londra. Un artista del profondo e dell’intimo delle cose, che per il tipo di ricerca espressiva, le tematiche trattate e l’originalità del suo stile che confluiscono in raffinate ed emblematiche forme di rappresentazione pittorica, reinterpreta l’eredità dei grandi maestri del passato, in un dialogo originale e stimolante che a Jesi coinvolge sia i capolavori di Lorenzo Lotto, quali la Deposizione (1512), la Madonna delle Rose (1526), Santa Lucia davanti al giudice (1532) , l’Annunciazione (1525 circa) e la Visitazione (1532-35), sia le altre opere d’arte antica presenti, fra le quali spiccano i dipinti di Guercino, Giorgio Vasari e Raffaellino del Colle.

La mostra – che resterà aperta fino al prossimo 3 settembre contribuendo a caratterizzare l’offerta culturale estiva – riunisce venticinque dipinti in prevalenza di grande formato, insieme ad una serie di disegni e una installazione in ceramica, prodotti negli ultimi dieci anni, che testimonia l’evoluzione di una ricerca pittorica che unisce suggestioni tratte dalla storia dell’arte del Novecento con un immaginario intimo, ironico e grottesco, denso di riferimenti ad un quotidiano familiare, rivisitato in chiave fantastica e simbolica.

Il percorso espositivo, definito dai due curatori Massimo Vitangeli e Ludovico Pratesi, si articola attraverso cinque nuclei tematici che hanno caratterizzato il lavoro di Patrizio di Massimo: gli Autoritratti, i Ritratti di famiglia, i Litigi, i Ritratti, le Storie d’amore, gli Esoterici.

Si tratta della più ampia antologica mai realizzata dall’artista per la quantità di opere in esposizione provenienti da importanti collezioni italiane, affiancate da un catalogo, che riunisce più di cento opere, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice marchigiana Quodlibet.

In occasione della mostra l’artista ha realizzato un grande trittico ispirato alla Deposizione di Lorenzo Lotto, presente nella collezione di Palazzo Pianetti, e un autoritratto intimo per Palazzo Bisaccioni, che si confronta con i celebri artisti del passato presenti nella collezione d’arte antica.

L’importanza della manifestazione risiede anche nella collaborazione tra due istituzioni della rete museale urbana – Musei Civici e Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi – che in un processo di co-progettazione si impegnano a divenire portatori di valore civici e simbolici, ospitando un percorso articolato e completo che unisce pubblico e privato in uno sforzo comune per valorizzare la città di Jesi e le sue potenzialità culturali, riattivando un patrimonio sotto il segno della contemporaneità.

«Felice di rivedere per la prima volta riunite insieme le opere realizzate nel corso di un decennio – ha sottolineato l’artista – perché un dipinto, una volta realizzato, non hai più modo di vederlo, se non in catalogo».

«Questa importante monografica di Patrizio di Massimo – ha aggiunto Ludovico Pratesi, curatore della mostra a Palazzo Bisaccioni – svela il volto più affascinante dell’arte capace di interpretare la contemporaneità con uno sguardo rivolto alla storia dell’arte, all’interno di un programma espositivo legato al rapporto privilegiato con il contemporaneo».

Sull’importanza della sinergia creata tra Musei Civici e Fondazione Carisj si è soffermato Massimo Vitangeli, curatore della mostra a Palazzo Pianetti, «facendosi così portatori di nuovi stimoli e riflessioni per la cittadinanza e per un pubblico più vasto».

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