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Jesi

Jesi, ospedale Carlo Urbani ancora alle prese con casi critici Covid

Il Tribunale per i diritti del Malato chiede alla regione di individuare i nosocomi in cui dirottare i pazienti affetti da coronavirus

Ospedale Carlo Urbani

JESI – Di nuovo pazienti critici Covid all’ospedale Carlo Urbani. A segnalarlo è il Tribunale per i diritti del Malato, che chiede alla regione di individuare alcuni nosocomi in regione in cui dirottare i pazienti affetti da coronavirus.

«Purtroppo, come facilmente si poteva immaginare, il Covid è tornato nei Pronto Soccorso della nostra regione – afferma Pasquale Liguori del TDM -. Anche a Jesi sono ormai da giorni che arrivano pazienti positivi che, sino a poco tempo fa, venivano dirottati a Torrette. Ovviamente, col crescere del numero di positivi, tutto ciò non potrà più essere possibile. Ci risulta che attualmente nel nostro Pronto Soccorso vi siano 5 pazienti Covid non trasferibili, sembrerebbe giovani e non vaccinati, peraltro in condizioni piuttosto critiche. Grazie alla capacità organizzativa del Responsabile del PS, al momento, essi vengono tenuti isolati da tutto il resto della struttura».

Ecco, quindi, la sollecitazione. «Ci appelliamo al Presidente Acquaroli affinché si prendano provvedimenti urgenti per cercare di non “sporcare” tutti gli ospedali della Regione, per consentire lo smaltimento delle liste di attesa sempre più lunghe per interventi, ma anche per continuare a garantire la diagnostica per la prevenzione oncologica. Molte patologie che, prima del Covid, potevano essere ritenute rimandabili, oggi non lo sono più per le tante problematiche che arrecano al paziente. La nostra proposta quindi, forse l’unica percorribile, è quella di individuare uno o due ospedali marchigiani dove concentrare i pazienti Covid, lasciando gli altri “puliti” per le attività ordinarie».

A detta di Liguori è inoltre necessario, «visti gli spazi risicati del Pronto Soccorso del Carlo Urbani, predisporre tende pre-triage per evitare possibili commistioni di pazienti presunti positivi. Chiediamo inoltre all’Asur se per il Covid Hospital di Civitanova è stata rinnovata la convenzione in essere col Comune. Essa è assolutamente necessaria per far fronte ad una prossima probabile ondata».