Jesi-Fabriano

Jesi, oltre settanta i profughi ucraini arrivati in città

A pieno ritmo l’attività della rete istituzionale per il sostegno diretto e indiretto ai cittadini in fuga dalla guerra

JESI – Sono più di settanta le persone ucraine già arrivate a Jesi. La rete istituzionale per il sostegno diretto e indiretto ai cittadini in fuga dalla guerra si sta organizzando per la predisposizione di 25 posti letto in più per far fronte a questa situazione, ad integrazione degli oltre 60 già presenti legati al progetto Sai (ex Sprar).

Ad attivarla, unendo le forze, il Comune, l’Asp Ambito 9, l’Asur, la Caritas, la Croce Rossa, l’Adra, la Uisp, il coordinamento delle Associazioni di Volontariato e la Comunità Ucraina delle Marche. Assessorato ai servizi sociali e azienda pubblica servizi alla persona si sono mossi tempestivamente per organizzare gli aiuti e l’accoglienza degli ucraini.

«Abbiamo subito aperto un tavolo di confronto con le associazioni di volontariato e di pubblica assistenza – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali, Marialuisa Quaglieri – per capire assieme a loro quale fosse il migliore contributo da garantire. La Caritas si sta occupando della prima accoglienza, grazie anche al supporto fornito da Comune e Asp, e noi curiamo il dopo. Importante la collaborazione con l’Asur Marche per le procedure sanitarie (tamponi, vaccinazioni, assistenza sanitaria) e con la Uisp per le attività sportive per minori. Stiamo cercando di mettere a sistema tutto ciò che può essere utile, monitorando la situazione giorno per giorno così da essere maggiormente efficaci ed anticipare, per quanto possibile, le necessità future. Ringrazio tutti coloro che si stanno adoperando giorno e notte per dare risposte a tutte queste persone in fuga dalla guerra».

La Croce Rossa e la Comunità Ucraina delle Marche si occupano di trasportare nelle aree di guerra i beni di prima necessità, mantenendo un contatto diretto con gli addetti sul posto al fine di evitare sprechi. La Caritas, nel contempo, raccoglie cibo e altro materiale da distribuire in città, anche avvalendosi dell’Emporio Solidale, in stretta collaborazione con l’Asp Ambito 9, integrando il servizio svolto dall’Adra riguardo a pacchi viveri e vestiario.

Beni di prima necessità

Chi volesse donare prodotti alimentari e generi di prima necessità o vestiario in buone condizioni, può recarsi alla Caritas di Viale Papa Giovanni XXIIII (info 328 7125996) o presso l’Adra in Viale della Vittoria 75 (info 347 1154192).

Prima accoglienza

Chi volesse mettere a disposizione immediata un alloggio per famiglie ucraine per un periodo limitato, può contattare la Caritas (328 7125996). Allo stesso numero si possono rivolgere quanti si vogliono rendere disponibili come volontariato nell’accoglienza o altri servizi.

Alloggi in affitto

Chi si rende disponibile a mettere a disposizione di famiglie ucraine un alloggio per un periodo di più mesi, a canone concordato, può inviare una mail a accoglienzaucraini@comune.jesi.an.it

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Accoglienza minori

Le famiglie che si rendono disponibili ad accogliere minori che giungono a Jesi senza adulti di riferimento, possono contattare l’Asp Ambito 9 al numero 0731 236914 (orario ufficio). Previo colloquio e verifica dei requisiti di idoneità, è previsto per le famiglie affidatarie un sostegno sia economico sia psicologico per la il periodo di accoglienza.

* Si ricorda che nessun soggetto della Rete istituzionale andrà mai a casa o telefonerà per domandare denaro o altro. Qualora dovessero giungere richieste in tal senso, si invita a contattare prontamente le forze dell’ordine.

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