Jesi-Fabriano

Jesi, nuova casa per il Centro culturale islamico Al Huda: sarà in via Cascamificio, parte l’iter

Presentazione in Comune, occorrerà una deroga alla previsioni per l'area del Prg, che passerà dal voto in Consiglio dopo l'acquisto dell'immobile da parte della comunità musulmana e la definizione del progetto di recupero

Nuova sede per il Centro culturale islamico di Jesi, la presentazione

JESI – Una nuova sede per il Centro culturale islamico Al Huda: dopo 23 anni il punto di riferimento della comunità musulmana in città si prepara a lasciare i locali in affitto ai piedi della discesa dell’Erbarella per una nuova sistemazione che ci si accinge ad acquistare, e adattare, in via Cascamificio. Un cambiamento che richiederà anche una deroga alle attuali previsioni del Piano regolatore per la zona individuata ed è per questo che la novità è stata presentata in Comune dal vice sindaco Samuele Animali e dall’assessora all’urbanistica Valeria Melappioni, insieme a presidente e vice del Centro El Amouar El Miloudi ed Heni Adel. Presenti anche il socio Aric Tarki e, in rappresentanza della comunità bengalese che frequenta l’Al Huda, Hoassin Mohammed Belayet e Khan Yakub.

«Per gli immobili di quella zona – spiega infatti Melappioni – il Prg prevede una destinazione per il 75% ad attività nell’artigianato e per il 25% a servizi. Abbiamo adottato in Giunta un atto di indirizzo per una deroga, valutata di interesse pubblico, che consenta di destinare a servizi e ad attività culturali, di culto e sociali l’intero edificio individuato, che ricomprende anche una parte all’aperto. La variazione vera e propria passerà poi dal voto del Consiglio comunale quando, sulla scorta di questo atto di Giunta, il Centro islamico potrà avere in primo luogo definito il progetto di recupero e poi, con quello, presentare la formale richiesta agli uffici».

I 250 metri quadrati della attuale sistemazione dell’Al Huda non bastano più alle esigenze delle 350 persone che lo frequentano con costanza, anche dividendosi in turni per la preghiera. Ma non solo. «Il Centro – spiega infatti il presidente El Amouar El Miloudi – ospita e mette a disposizione una scuola di lingua italiana, come pure un progetto di insegnamento di lingua araba per gli italiani. Fra 2022 e 2023 sono state 43 le donne che hanno potuto conseguire la patente di guida dopo i corsi sostenuti nel centro, 34 quelle che nel 2022 sono riuscite dopo i corsi di lingua a ottenere la cittadinanza. Frequentato da persone e comunità di differenti Paesi, fra i quali Tunisia, Marocco e Bangladesh i principali, l’Al Huda vede per la maggior parte la presenza di fedeli di cittadinanza italiana, per essere nati in Italia o per averla conseguita. E non mancano gli italiani di nascita e origine». L’Al Huda sta procedendo, con una raccolta di fondi interna alla comunità, a raccogliere i fondi per l’acquisto della struttura per la nuova sede, che sarà di 850 metri quadrati.

«È un indirizzo politico importante – dice Animali – per una comunità che ha ruolo e numeri significativi per la più ampia e intera comunità cittadina. L’attuale sede presenta ormai notevoli criticità sotto il profilo degli spazi e della sicurezza anche nell’accesso». Pure a questo fa riferimento l’atto di indirizzo approvato dalla Giunta. «Vi rientra anche l’intento di intervenire per rendere idoneo l’accesso, soprattutto pedonale, all’area del nuovo Centro – dice Melappioni – va evidenziato che parliamo in primo luogo di quello che è un recupero di un contenitore già esistente, senza ulteriori costruzioni o consumo di suolo. E inoltre si colloca in una zona dove, con la riqualificazione in divenire del Cascamificio, è in procinto di realizzarsi una importante operazione di rigenerazione urbana».  

© riproduzione riservata