Federico II fra Jesi e le Marche del sisma: il progetto

Il Comune chiede 130 mila euro alla Regione per la valorizzazione di un percorso che abbia il suo "trampolino" dal Museo Stupor Mundi e si snoda fra 13 Comuni e 4 itinerari paralleli. E spunta pure un possibile papà alternativo dell'Imperatore

Il museo Stupor Mundi

JESI – Centotrenta mila euro, da fondi regionali, per il progetto “Federico II e Le Marche del Medio Evo – Percorso Svevo tra i Comuni del sisma”: Jesi punta sulla figura dello Stupor Mundi e a metterla in relazione con il resto della regione, in particolare con le aree colpite dai terremoti del 2016.

Il Comune di Jesi ha appena rivisto la scheda del progetto, elaborata in collaborazione con la Fondazione Federico II Hohenstaufen, per l’invio alla Regione e la richiesta di essere ammessi al finanziamento.

L’idea prevede la scoperta e la valorizzazione di un itinerario svevo riguardante 13 città (Jesi, Treia, Pollenza, Macerata, Montecassiano, Ascoli Piceno, Mogliano, San Severino Marche, Sarnano, Camerino, Sefro, Cessapalombo e Fabriano) e 4 percorsi paralleli (Corridonia, Urbisaglia, Acquaviva Picena e Comuni dei Monti Sibillini), ovvero la «attivazione di una convenzione con il Comune di Jesi per un progetto di comunicazione e promozione che abbia come focus la valorizzazione dei luoghi colpiti dal sisma attraverso Federico II e il Museo Stupor Mundi. Sito web, brochures, attività e pacchetti specifici per valorizzare i borghi del cratere nel segno di Federico II”».

«Federico II, nato a Jesi nel 1194, ha lasciato nella Marca di Ancona un’eredità immateriale quasi sconosciuta – è la tesi da cui parte il progetto – nessun reperto, nessuna costruzione, ma un patrimonio intangibile dal quale si è formata l’identità della maggior parte dei Comuni marchigiani, ancora oggi visibile nei suggestivi incastellamenti dotati di possenti mura difensive che caratterizzano il territorio marchigiano». In questo quadro, «Il Museo Federico II Stupor Mundi assume il ruolo di trampolino di partenza per andare alla scoperta di specificità dei diversi luoghi coinvolti, inclusi Comuni colpiti dal sisma, proponendone una fruizione turistica stimolante ed innovativa. È dalla prima sala del museo, dedicata proprio alla nascita marchigiana dell’Imperatore ed alla Marca del Duecento, che prende il via questo itinerario alla scoperta del suo lascito alle Marche».

La Fontana Sturinalto

Nella ricerca delle tracce sveve nella regione, si va dai sanguinosi assalti per le conquiste di Treia, Camerino e Ascoli Piceno ai rapporti con signori e famiglie della scena politica locale come i Da Mogliano a San Severino Marche, i Brunforte a Sarnano, i Chiavelli a Fabriano (si deve a loro fra l’altro la costruzione della fontana Sturinalto nel cuore della città). Si toccano le abazie di San Claudio al Chienti e Fiastra, la Rocca di Acquaviva Picena e i Sibilini e spunta anche il personaggio di Guglielmo Divini da Lisciano, piccolo borgo di Ascoli Piceno: prima poeta alla corte palermitana degli Svevi poi, dopo l’incontro con San Francesco, Fra’ Pacifico, ma anche cavalier servente di Costanza, mamma dello Stupor Mundi. «Tanto che – riporta la scheda – una leggenda gossip del tempo lo vuole padre di Federico II». Chissà.

Il programma prevede di destinare 45 mila euro alla realizzazione di 50 mila brochure e depliants informativi in tre lingue (inglese, tedesco, francese) sul Museo e sul percorso, 10 mila per l’attività didattica nelle scuole e 3 mila cataloghi. Altri 40 mila euro andrebbero invece alla organizzazione di eventi, itinerari e visite guidate nei luoghi del percorso. Infine 20 mila euro per il sito web e la promozione social e 25 mila per azioni in partenariato con l’Università Politecnica delle Marche e la sensibilizzazione di associazioni culturali dei comuni coinvolti e internazionali e delle scuole.