Il Museo Stupor Mundi è nelle mani del Comune di Jesi

Il Comune subentrerà nel contratto di locazione dell’immobile di proprietà della Fondazione Carisj e si attiverà fin da subito per garantire, mediante un affidamento in appalto, l’apertura negli ultimi tre mesi dell’anno

JESI- Museo Stupor Mundi nelle mani del Comune. Lo spazio dedicato a Federico II è stato stimato di 2,2 milioni di euro.

Dopo due anni dalla sua inaugurazione, la società proprietaria del museo Stupor Mundi ha manifestato la volontà di cederlo proponendo al Comune la donazione libera da qualsiasi impegno debitorio. La Giunta ha così approvato un atto di indirizzo con il quale chiederà al Consiglio comunale, appositamente convocato per giovedì prossimo, 12 settembre, l’accettazione della donazione a partire dal mese di ottobre.

Il Comune subentrerà anche nel contratto di locazione dell’immobile di proprietà della Fondazione Carisj e si attiverà fin da subito per garantire, mediante un affidamento in appalto, l’apertura negli ultimi tre mesi dell’anno. Sarà poi la stessa Giunta a definire le modalità organizzative per un’apertura definitiva e stabile a partire dal primo gennaio 2020.

La presa in carico del museo Federico II giunge in un momento in cui la figura dell’imperatore svevo diventa sempre più centrale nella politica di incoming della Regione Marche. In tale ottica, all’interno delle iniziative di sviluppo e valorizzazione dell’offerta turistica regionale, è stato assegnato un contributo di 130 mila euro al Comune di Jesi per sostenere proprio uno specifico progetto dedicato a “Le Marche del Medio Evo e dei borghi nel segno di Federico II” che coinvolgerà altri Comuni del territorio regionale, compresi quelli del cratere del sisma, per programmi culturali e turistici di qualità. Il progetto è stato predisposto grazie alla fondamentale collaborazione della Fondazione Federico II Hohenstaufen ed in particolare della direttrice Franca Tacconi.

Con l’accettazione della donazione, da sottoscrivere presso un notaio, il Comune uscirà definitivamente anche dalla Fondazione Federico II Stupor Mundi che era stata costituita proprio per la realizzazione del museo multimediale.