Jesi, il Movimento 5 Stelle all’attacco sul museo di Federico II

«Una brutta storia per la città, che si sta rivelando fallimentare», sostiene la consigliera comunale pentastellata Claudia Lancioni

Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi a Jesi
Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi a Jesi

JESI – «Una brutta storia, per la città e non solo. Un’idea forse anche interessante in origine che, però, si è rivelata fallimentare nella sua formulazione ed attuazione». Claudia Lancioni, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, non nasconde perplessità sul futuro del museo Federico II Stupor Mundi, la cui gestione è passata in mano al Comune a seguito della donazione da parte dell’ingegner Gennaro Pieralisi.

«Fin dal settembre 2015, quando il Bacci I° portò in aula la presa in carico da parte del Comune dell’affitto dei locali del museo per 36mila euro all’anno segnalammo, come M5S Jesi, l’opacità, le incertezze ed i rischi di questa operazione – tuona Claudia Lancioni -. A fronte di impegni vincolanti e cogenti per il Comune, non veniva data nessuna reale garanzia sul valore del museo (questo semplicemente “auto dichiarato” dal proponente) o sulla sua sostenibilità, né tanto meno veniva presentato un progetto di come quel museo sarebbe stato, quali attività economiche sarebbero ruotate attorno ad esso e quali prospettive concrete avrebbe portato alla città».

Oggi, evidenzia il Movimento 5 Stelle, «siamo al triste epilogo paventato: un museo in rosso (dai conti forniti al Comune risulta uno squilibrio fra entrate ed uscite pari a oltre 70mila €/anno) che verrebbe “donato” al Comune. Un ingannevole gioco lessicale per mascherare la realtà: il fallimento di questo museo viene caricato sulle già provate casse comunali, con la complicità dell’amministrazione e dei civici di maggioranza. Ancora una volta, presa per oro colato l’autodichiarazione del proprietario del museo relativamente al suo valore (2,7 mln di euro). Esattamente come nel 2015, nessuna perizia per attestare la veridicità del valore dichiarato. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum».

Claudia Lancioni
Claudia Lancioni, consigliera comunale 5 Stelle

Ecco, quindi, la stoccata: «Invece di dire che si caricano le perdite sulla collettività, si parla di donazione. Si privatizzano servizi essenziali per la comunità con una mano e si caricano sul pubblico erario le attività in perdita di iniziative private con l’altra, con l’aggravio che queste già si sapevano sbagliate o poco sostenibili fin dall’inizio. Questo è quanto dall’’era del Bacci II°,  detta “del decandentismo”».