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Jesi

Jesi, addio al professor Ramini: la città perde l’anima della sua cultura

Si è spento in casa all'età di 82 anni. Per 24 era stato titolare della cattedra di latino e greco al Liceo Classico "Vittorio Emanuele II". Da Tacito a Raphael Sabatini, da Federico II alla LUAJ e alla rivista del PRI, innumerevoli i suoi interessi

Primo da destra, il professor Antonio Ramini insieme a vincitori e componenti della giuria per il logo di Jesi Città Regia

JESI – Si è spento nel primo pomeriggio di oggi nella sua casa a Jesi, all’età di 82 anni, il professor Antonio Ramini. Era stato per ventiquattro anni titolare della cattedra di latino e greco al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”. Ma era stato soprattutto un grande punto di riferimento culturale, a tutto campo, per la città intera.

Il professor Antonio Ramini

Ramini lascia la moglie Katia Mammoli, già vice sindaco, assessore alla cultura e consigliere regionale, i figli Luigi ed Emanuele, i nipoti. Una rapida malattia – non il Covid-19 protagonista delle cronache di queste ore- l’aveva colto da qualche tempo.

«È una triste notizia la scomparsa del professor Antonio Ramini- lo saluta il sindaco Massimo Bacci– una figura di altissimo profilo della nostra città che in tantissimi conoscevano e stimavano per le sue grandi doti umane e professionali. Per decenni insegnante di lettere al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, fondatore e presidente della Libera Università degli Adulti di Jesi, il prof. Ramini ha rappresentato per generazioni di studenti, e non solo per essi, uno straordinario punto di riferimento in ambito culturale ed umanistico. Sempre attento e sensibile alle vicende della nostra Comunità, non ha mai mancato di dare più volte la propria disponibilità per le iniziative proposte dal Comune – l’ultima delle quali legata al titolo di Città Regia – o da altri enti ed associazioni ogni qualvolta gli veniva richiesto.  Alla moglie Katia Mammoli ed ai figli i sentimenti di affettuosa vicinanza».

Laureato con lode in Lettere Classiche all’Università di Urbino, Ramini aveva frequentato per due anni come borsista un corso di Lessicografia Italiana all’Accademia della Crusca di Firenze. Poi l’insegnamento: Avviamento Industriale e Istituto Tecnico Femminile a Jesi, le medie di Belvedere Ostrense, S. Maria Nuova, Serra San Quirico, Federico II e Amedeo di Savoia a Jesi. Quindi, nella sua città, il Liceo Scientifico e, vincitore di tre concorsi a cattedra nazionale e dopo l’esperienza al Classico “Annibal Caro” di Fermo, il Vittorio Emanuele II. Qui aveva fondato con alcuni colleghi e diretto fino al pensionamento lo storico giornale dell’istituto, “L’Ippogrifo”. Aveva tradotto l’opera omnia dello storico romano Tacito e si era occupato di approfondire e far conoscere ai concittadini la figura di Raphael Sabatini, jesino di nascita i cui romanzi d’avventura erano stati la base di classici hollywoodiani come Scaramouche, Captain Blood, Lo Sparviero del mare.

Era stato primo coordinatore scientifico e tuttora componente della Fondazione Federico II Hoenstaufen, con una serie di contributi sullo Stupor Mundi pubblicati nelle “Tabulae”. Per l’intera sua durata aveva curato la pubblicazione della rivista del Partito Repubblicano di Jesi “Politica Come” e aveva collaborato con articoli letterari e storici al “Pensiero Mazziniano” e al “Lucifero”. Era stato di recente nella giuria per la scelta del logo di “Jesi Città Regia” e ancora nel dicembre scorso era intervenuto per presentare la mostra dei progetti partecipanti al concorso. Socio fondatore e primo presidente della Libera Università per gli Adulti di Jesi, vi aveva insegnato fin dal primo anno materie umanistiche e ne era tuttora presidente e docente. Ha scritto la storia della sezione Aido di Jesi “Perché la vita continui” e due suoi contributi “Il giudizio storico di Raffaele Molinelli sulla società e le istituzioni jesine” e “O mia patria sì bella e perduta – Percorsi risorgimentali”, scritto per i 150 anni dell’Unità d’Italia, sono pubblicati sui Quaderni del Centro Studi Marchigiano.

Nelle ultime ore arrivano i ricordi e i messaggi di vicinanza alla famiglia. Giordano Filozi, segretario della sezione PRI X Marzo di Jesi, ricorda Ramini come una «Figura di altissimo profilo, con grandi doti umane e professionali. Alla moglie Katia Mammoli, ai Figli e a Tutti i Familiari un forte abbraccio e le più sentite condoglianze da parte degli Amici Repubblicani della Sezione “X Marzo” di Jesi».

Il Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Jesi, in cui ha a lungo insegnato, lo ricorda con le parole del Dirigente Scolastico: «A nome personale e di tutto l’Istituto, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell’esimio prof. Antonio Ramini. Docente di Latino e Greco, è stato un riferimento per studenti e docenti del Classico per il suo profilo professionale e culturale, che si è espresso non solo nell’Insegnamento, ma anche attraverso una serie di iniziative con le quali ha dimostrato molteplicità di interessi e vivacità intellettuale, come la creazione del giornale d’Istituto, L’Ippogrifo o l’Importante contributo per le celebrazioni dei 150 anni del Liceo, per citarne alcune. Alla moglie signora Katia Mammoli e ai figli la nostra sentita vicinanza».