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Jesi

Jesi, il cuore di “Martino” per lo Iom. Anna Quaglieri: «Ora chiediamo il vostro aiuto»

Il 24 dicembre del 2019 se ne andava l'imprenditore e consigliere comunale jesino. Il ricordo della famiglia Lombardi e la donazione di una vettura all'Istituto oncologico marchigiano. L'appello della presidente dell'associazione

Da sinistra, Maria Luisa Quaglieri, Paola Lombardi con la mamma Pierina Morosetti, Anna Quaglieri, Luca Lombardi, Massimo Bacci e il vescovo Rocconi

JESI – Sei mesi fa, in un giorno di dicembre, se ne andava Martino Lombardi. Questa mattina, martedì 23 giugno, la sua famiglia, la mamma Pierina Morosetti, la sorella Paola e il fratello Luca lo hanno ricordato donando all’associazione Istituto oncologico marchigiano (Iom) una Fiat 500. «Abbiamo voluto fare qualcosa di utile per chi ne ha bisogno», ha detto Luca Lombardi. Poche parole, rigorose e secche, tanta la commozione. Forte il dolore.

Dopo sei mesi dunque oggi un momento condiviso per questo regalo della famiglia Lombardi alla comunità. Con loro anche Stefano Antonucci della cantina Santa Barbara: l’imprenditore ha donato allo Iom una Citroën C3. Le due vetture, in piazza Federico II, all’ombra della cattedrale sono state benedette dal vescovo don Gerardo Rocconi. Tra i presenti anche Maria Luisa Quaglieri, direttrice Iom e il sindaco Massimo Bacci che ha ricordato il suo “affetto straordinario” nei confronti di Martino Lombardi che è stato consigliere comunale di Jesiamo e molto conosciuto in città perchè titolare assieme al fratello della Digitall di Monsano.

La famiglia Lombardi con Anna Quaglieri, Maria Luisa Quaglieri e il sindaco Massimo Bacci. Alle spalle la vettura donata allo Iom in ricordo di “Martino”

A prendere la parola poi la presidente dello Iom Jesi e Vallesina Anna Quaglieri. «Martino c’è sempre, noi tutti lo abbiamo amato come un fratello» e facendo riferimento alla Fiat 500 alle sue spalle «qui c’è un cuore». Poi ha aggiunto: «Lo Iom non può curare ma possiamo prenderci cura dei pazienti. Facciamo questo e in questo periodo di covid e in quello appena passato non ci siamo fermati. Abbiamo lavorato sempre sia per i malati oncologici di tutta la Vallesina sia, e anche, stando vicini a quelli che si sono ammalati per il coronavirus ricoverati alll’ospedale “Carlo Urbani”. Ricordo, per loro, la nostra donazione di tablet, uno strumento che li ha fatti “rinascere”». Poi l’appello alla popolazione: «Ora lo Iom, che pochi giorni fa ha compiuto 24 anni di attività, ha bisogno di aiuto, delle vostre donazioni». Vicinanza all’associazione manifestata subito dall’imprenditore Antonucci che ha promesso il proprio sostegno anche per i mesi futuri.

Anna Quaglieri con l’imprenditore Stefano Antonucci