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Jesi

Jesi, Marco Giampaoletti lascia la Lega e spara a zero

Accuse durissime al partito da parte del consigliere comunale, che resta comunque in aula aderendo di nuovo a Insieme Civico

Marco Giampaoletti
Marco Giampaoletti

JESI – Marco Giampaoletti lascia la Lega. E spara a zero contro il partito, facendo nomi e cognomi. Resta comunque in consiglio comunale, aderendo di nuovo a Insieme Civico, il movimento da lui lanciato e con il quale è entrato in aula.

«Quando si è all’opposizione solitamente si deve controbattere le scelte della maggioranza con a capo il sindaco e la giunta, se non in linea con le proprie idee e quindi non condivise – osserva Giampaoletti -. Questo però a Jesi per la Lega non è possibile visto che il primo cittadino, da come si è appreso dai giornali, dai siti internet e da incontri pubblici, è gettonato dal partito stesso che lo ha appoggiato sia nelle ultime elezioni regionali come papabile alla guida del governo regionale, ma ora anche per la figura di sottosegretario della presidenza, un posto che non esiste in regione se non variando lo statuto. Ecco perché tramite una raccomandata arrivata nel pomeriggio del 29 ottobre, il Commissario per la Lega Marche Salvini Premier, Augusto Marchetti mi ha informato che il sottoscritto non può fare dichiarazioni, atti e azioni a nome della Lega».

Giampaoletti ricostruisce il suo approdo alla Lega nel settembre 2019 grazie al senatore Arrigoni: «Prima del passaggio mi trovavo già all’opposizione, perciò partito e coordinamento jesino sapevano il percorso che dovevo fare sia in consiglio comunale che provinciale nel gruppo misto. Era mio compito presentare mozioni, interrogazioni, interpellanze e comunicati stampa contro l’amministrazione Bacci se non in linea con l’idea politica. Quando è cambiato il Commissario Regionale si è iniziato a lavorare per le regionali e tutto da allora è mutato. Ho appreso dai giornali che l’attuale Sindaco di Jesi era uno dei possibili candidati della Lega per fare il Presidente e successivamente anche Assessore al Bilancio, nessuno della Lega a Jesi sapeva nulla, ma oltre a questo la scelta dei candidati consiglieri regionali non sono stati condivisi nel territorio di Jesi e della Vallesina ed i risultati lo hanno dimostrato».

Durante la campagna elettorale, rivela quindi Giampaoletti, «mi è stato richiesto di non fare opposizione a Bacci quindi né comunicati, né mozioni e nulla che poteva creare scompiglio politico. Perciò ho reputato di stare fermo per 5 mesi e non fare nulla senza partecipare ai consigli comunali ma solo nelle commissioni per apprendere delle informazioni riguardo le pratiche. Allo stesso tempo il coordinamento mi ha richiesto di inviare il curriculum in quanto aveva scelto il mio nominativo come candidato consigliere. Purtroppo però la scelta è stata di una persona che non era della Lega, ma individuata dal Commissario su alcune indicazioni esterne dal partito. Il coordinamento di Jesi ha seguito gli ordini del partito appoggiando la candidatura della Jesina Elezi. Nonostante questo, ho reputato di lavorare sempre per la Lega appoggiando altri due consiglieri, ovvero Bilò e Biondi, in quanto vista la loro esperienza di lavoro e politica erano i più preparati: guarda caso sono stati quelli eletti nella provincia di Ancona, unica provincia in cui non ha vinto il centro destra».

Concluso il periodo delle regionali, prosegue il consigliere, «dove sono stato bloccato, ho ripreso la mia normale attività di Consigliere Comunale di opposizione con comunicati stampa a nome mio e del partito che rappresentavo. Questo atteggiamento però non è stato ben visto da tutto il coordinamento di Jesi con le coordinatrici e con la presenza della candidata non eletta in quanto, per ordini del partito non si doveva e non si deve attaccare l’amministrazione Bacci. Visto quindi che la Lega mi ha tolto la possibilità di rappresentarla, senza la mia volontà, continuerò a fare il Consigliere Comunale di opposizione attraverso il gruppo misto con il nome di “Associazione Insieme Civico”, dove da tutto iniziato e dove posso trovare ancora persone che nonostante il mio passaggio alla Lega mi hanno sempre sostenuto indicandomi problematiche e consigli su determinati aspetti. Quando si va contro ai i poteri forti si devono fare dei passi indietro e abbassare la testa. Quando determinate persone puntano a poltrone di alto livello non si possono attaccare, ma io mi reputo coerente ai voti presi dai cittadini nonostante il mio passaggio ad un partito di centro destra. Posso quindi camminare a testa alta senza nascondermi o cambiare il cammino che ho intrapreso».