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Jesi

Jesi, il pasticcio della mail: il Comune si auto segnala al Garante della Privacy

«Errore, assolutamente in buona fede, paradossalmente determinato nell’ambito di un servizio che l’ufficio voleva offrire al cittadino, vale a dire tutelarlo da possibili multe per divieti di sosta e garantire il regolare svolgimento del mercato»

Il Comune di Jesi

JESI – «È stata inviata questa mattina (18 ottobre) al Garante della Privacy l’autosegnalazione del Comune di Jesi per quanto accaduto venerdì scorso, allorquando, nella mail inviata  dalla Polizia locale ai cittadini autorizzati all’accesso alla Ztl – con la quale si ricordava di lasciar libere le piazze dalle auto per il mercato del sabato – è stato allegato un file contenente i dati di contatto di quanti in possesso di tale autorizzazione». A renderlo noto è lo stesso Comune jesino.

Rileva Piazza Indipendenza: «Benché infatti – tra mail annullate e mail tornate indietro – i soggetti destinatari del messaggio si siano drasticamente ridotti (dai 1.300 iniziali ad un numero infinitamente minore che i tecnici comunali stanno calcolando), l’Amministrazione ha comunque ritenuto doveroso confermare, anche in questo caso, la linea della massima trasparenza. La decisione è stata assunta al termine dell’incontro avuto con il Dpo (data protection officer), vale a dire il professionista esterno responsabile della gestione del trattamento dei dati personali del Comune di Jesi. Lo stesso era stato immediatamente informato dell’accaduto e messo a conoscenza sia dell’allegato della mail inviato, sia di come l’addetto fosse caduto nell’errore. Nel corso dell’incontro è stato preso atto che tale errore, assolutamente in buona fede, sia stato paradossalmente determinato nell’ambito di un servizio che l’ufficio voleva offrire al cittadino, vale a dire tutelarlo da possibili multe per divieti di sosta e garantire il regolare svolgimento del mercato».

«L’Amministrazione comunale, nel rinnovare le proprie scuse per quanto accaduto – assolutamente persuasa che il caso non sia da sottovalutare benché la quasi totalità dei dati di contatto presenti siano acquisibili da un normale elenco telefonico o da un comune motore di ricerca – attende ora serenamente le decisioni del Garante della Privacy, pronta ad assume i naturali provvedimenti conseguenti».

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