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Jesi

La tassa di soggiorno frutta 15mila euro, Binci (Pd): «Verranno usati per riaprire l’ufficio turismo?»

L'amministrazione Bacci ha comunicato l'incasso trimestrale dell'imposta pagata da chi alloggia nelle strutture ricettive cittadine. L'opposizione chiede per cosa saranno utilizzati questi soldi

JESI – Quindici mila euro. È quanto ha incassato il Comune nei primi tre mesi di tassa di soggiorno, in vigore dal 1° aprile. «Introiti al di sopra delle aspettative», fanno sapere dal Municipio. Una cinquantina le strutture interessate dal provvedimento. Il maggior contribuente è senza dubbio l’Hotel Federico II, unico a Jesi a rientrare fra le realtà ricettive alberghiere a4stelle e di categoria superiore (si pagano 2 euro a persona a pernottamento).

La tassa, escluso appunto il Federico II, ammonta a 1,50 euro al giorno per persona nelle strutture ricettive alberghiere a 3 stelle, 1,50 euro al giorno per persona nelle strutture ricettive alberghiere a 1 o 2 stelle, 1 euro al giorno per persona nelle altre tipologie di strutture ricettive. I proventi vengono re-investiti nella promozione della città.

«Ci fa molto piacere che il Comune abbia incassato 15mila euro dalla tassa di soggiorno – commenta Andrea Binci del Pd -. Sono convinto che queste risorse saranno utilizzate per far funzionare adeguatamente l’Ufficio Turismo. Non siamo Venezia, ovviamente, ma offrire almeno un servizio minimo di comunicazione ai visitatori non sarebbe male, tanto più per chi ha sempre detto di voler puntare sulle eccellenze di Jesi».

È stato proprio Binci infatti a presentare un’interrogazione, da discutere martedì in consiglio comunale, per avere delucidazioni sulla decisione di chiudere l’ufficio turismo di domenica, oltreché nelle giornate – già previste – di lunedì e nei festivi.