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Jesi

Jesi, invenduti ancora una volta gli immobili comunali

Nonostante i prezzi a base d'asta erano stati rivisti al ribasso per venire incontro ai compratori, le dodici proprietà non hanno attirato nessuna offerta

Una vista di Jesi dalle ex Carceri
Una vista di Jesi dalle ex Carceri con il cimitero "piramide" sullo sfondo

JESI – Impossibile vendere gli immobili comunali. La crisi del settore edile costringe il Comune a rivedere i suoi piani. Dodici proprietà sul mercato, zero offerte pervenute. E pensare che i prezzi a base d’asta erano già stati rivisti al ribasso per venire incontro ad eventuali compratori. Ci sono abitazioni ed ex scuole, locali commerciali, fabbricati e terreni in zona agricola, o edificabili, e pure la metà di Villa Federici che era stata a suo tempo acquistata con l’idea di un prolungamento di viale della Vittoria.

Il termine ultimo per l’invio delle offerte era datato 24 agosto. Nessuno si è fatto avanti e all’amministrazione non resta che prenderne atto e dichiarare l’asta deserta. Valore complessivo di quasi 2,3 milioni di euro. Immobili che erano già stati “scontati”, alla luce proprio delle precedenti difficoltà ad alienarli. Le vendite di immobili non strategici sono di particolare importanza per gli enti locali perché consentono di finanziare le spese straordinarie, vale a dire i lavori non preventivabili o la realizzazione ex novo di infrastrutture.

Erano dodici i lotti sul mercato, vale a dire l’ex scuola rurale di Via Colle Pacifico a Mazzangrugno, gli ex uffici del distaccamento del Corpo Forestale in largo Salvador Allende, edificio rurale e area agricola a Montecarotto, terreni e casa colonica ex Arca Felice, un’area di via Rossi e una porzione dell’area Cartiere Vecchie, due appartamenti in corso Matteotti, appartamento e garage in via del Molino, un magazzino di via Roma e, infine, una parte di villa Federici.

È molto probabile che il Comune procederà attraverso trattative private, al fine di vendere beni che ha scelto di non utilizzare più.