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Jesi

Jesi, inaugurazione invernale per la mostra su Raffaello e Angelo Colocci

L'amministrazione prevede per dicembre 2020, o marzo 2021, il taglio del nastro dell'atteso evento “fisico” e multimediale sugli stretti rapporti fra l'urbinate e lo jesino

Scuola di Atene
La "Scuola di Atene" affresco di Raffaello che adorna la Stanza della Segnatura nei Palazzi Apostolici

JESI – Sarà inaugurata a dicembre 2020, o al massimo a marzo 2021, la mostraRaffaello e Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica”. Slittata a causa del Coronavirus, l’esposizione andrà in scena a palazzo Pianetti, addirittura utilizzando nuovi spazi per l’occasione, e sarà arricchita da soluzioni multimediali. Durerà sei mesi.

A darne notizia, l’assessorato alla cultura guidato da Luca Butini. L’attesa mostra, prevista inizialmente per questo periodo, costerà circa 200 mila euro, dei quali 50 mila euro a carico del bilancio comunale. La parte restante sarà finanziata dal Governo, dalla Regione e dalla Fondazione CariVerona. Saranno coinvolte le scuole e rappresenterà, secondo l’amministrazione, «un’iniziativa di rilancio culturale e turistico della città dopo l’epidemia da Covid-19».

Si stanno perfezionando in questi giorni alcuni importanti prestiti con gallerie d’eccellenza, come gli Uffizi di Firenze, il Museo Archeologico di Napoli e i Musei Capitolini di Roma. Parallelamente, sarà valorizzata la casa-museo di Angelo Colocci, i cui rapporti con Raffaello sono ampiamente documentati. Si ipotizza infatti che possa esserne stato l’ideologo, oltre ad essere il volto di alcuni dei dipinti dell’artista di Urbino.

Contestualmente, si punterà sulla multimedialità. In programma, una videoinstallazione che vedrà una proiezione olografica a dimensione naturale della figura di Raffaello che racconterà e spiegherà ai visitatori i suoi capolavori. In particolare gli affreschi della Stanza della Segnatura e la celeberrima “Scuola di Atene”, in cui l’urbinate rappresenta nelle vesti dei sapienti antichi le più grandi “star” del Rinascimento, da Leonardo (Platone), a Bastiano da Sangallo (Aristotele) e Michelangelo (Eraclito o Democrito). Fra i volti dell’affresco pare ci sia anche quello di Colocci, raffigurato come il profeta persiano Zoroastro vicino all’autoritratto dello stesso Raffaello: segretario di Papi, collezionista di antichità, studioso a tutto campo e intellettuale, Colocci potrebbe avere addirittura avuto un ruolo centrale nella costruzione ideologica, politica e filosofica del ciclo di affreschi della Stanza della Segnatura.