Jesi in Comune: «Rivitalizziamo ulteriormente la stazione ferroviaria»

L'appello del movimento di minoranza viene tradotto in mozione da mettere al voto in consiglio comunale. Si propone l'apertura dei locali non ancora utilizzati trovando l'accordo con le Ferrovie dello Stato

La stazione di Jesi

JESI – La stazione ferroviaria è tornata a vivere. Ma non basta. I locali inutilizzati della palazzina di viale Trieste sono infatti da circa tre mesi degli spazi progettuali per le associazioni (Croce rossa, associazione musicale Valvolare e Daniela Cesarini onlus), e il Centro Servizi Volontariato Marche (Csv).

Si può però fare ancora di più, secondo Jesi in Comune, che ha presentato una mozione, da votare giovedì 26 settembre in consiglio comunale, finalizzata ad impegnare sindaco e giunta «a rinnovare ed intensificare i contatti con l’amministrazione delle Ferrovie dello Stato con lo scopo di allungare l’orario di apertura della biglietteria ferroviaria, rendere possibile l’apertura dei locali ancora non utilizzati della palazzina attraverso la concessione in uso ad esercizi commerciali oppure ad altri enti ed associazioni ovvero comunque per concordare interventi per rendere più fruibile la struttura e la zona circostante da parte di viaggiatori e cittadini»

Il movimento di minoranza propone anche di «rendere più sicuri ed agevoli, sia per i cittadini che per i viaggiatori, i percorsi di collegamento tra i quartieri a ridosso della stazione ferroviaria, il collegamento tra la stazione ferroviaria e la stazione degli autobus extraurbani ed il parcheggio retrostante la stazione».

La stazione ferroviaria di Jesi, ricorda Jesi in Comune, «è tra le principali della provincia, anche perché è tra le poche che dispone di ampi parcheggi gratuiti, ma la struttura è poco presidiata e lo stesso servizio di biglietteria chiude prima delle ore 19.00, mentre a partire dalle 22.15 chiude anche il salone centrale, evidentemente per evitare bivacchi notturni. Alcuni locali inutilizzati della palazzina di viale Trieste che ospita la stazione ferroviaria, di proprietà di Ferrovie dello Stato, sono stati concessi recentemente in comodato d’uso gratuito ad alcune associazioni cittadine, ma molti altri locali, già destinati a servizi e ad esercizi commerciali, in particolare quelli al piano terreno della palazzina, sono al momento inutilizzati e dopo la chiusura dell’edicola, avvenuta ormai da alcuni anni, l’unico esercizio commerciale superstite è il bar».

Tutta la zona, a detta dei consiglieri Samuele Animali, Agnese Santarelli e Francesco Coltorti, «avrebbe bisogno di essere rivitalizzata per tornare ad essere uno dei nuclei nevralgici del quartiere popolare in cui si trova, anche per valorizzare e rendere più fruibile il collegamento tra la zona di Santa Maria / Multisala ed il centro storico, che si snoda attraverso uno dei viali più caratteristici e godibili della città. La struttura ben si presterebbe, ad esempio, per servizi quali il bike ed il car sharing, la ristorazione veloce e di strada, sale di lettura e book crossing, sedi di associazioni culturali e gruppi giovanili e quant’altro possa costituire un presidio sociale in un luogo che rischia altrimenti di essere soggetto a degrado ed abbandono, pur essendo necessariamente luogo di passaggio».

Una maggiore e miglior fruizione della stazione ferroviaria, spiega ancora Jesi in Comune, «avrebbe una positiva ricaduta anche sulla sicurezza percepita dagli abitanti del quartiere e dai viaggiatori. Tra gli interventi che contribuirebbero a migliorare la situazione si possono indicare anche una miglior cura del sottopassaggio pedonale e la miglior segnalazione ed illuminazione dei percorsi pedonali davanti e dietro l’edificio della stazione, ed in particolare la segnalazione del collegamento tra la stazione ferroviaria e la stazione degli autobus extraurbani e una miglior sistemazione e segnalazione del parcheggio retrostante la stazione».