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Jesi

Jesi in Comune: «Lavori pubblici? L’unico veloce quello per la fontana»

Le parole della forza di opposizione: «Non è vero che le difficoltà hanno riguardato solo il cantiere infinito alla scuola Martiri della Libertà. Dalle piazze al Corso, dalla Casa di Riposo ai ponti, ritardi abissali o interventi mai partiti»

Piazza della Repubblica con la fontana dei Leoni

JESI – «L’unico lavoro veloce in città, quello per lo spostamento della fontana dei leoni». L’affondo arriva dall’opposizione, con Jesi in Comune che prende spunto dal «cantiere infinito» della scuola Martiri della Libertà. Intervento che si sarebbe dovuto concludere per settembre 2019 e di recente rifinanziato dall’amministrazione.

«Non è vero – dice Jesi in Comune che riferimento a quanto più volte affermato invece dall’amministrazione- che le difficoltà hanno riguardato questo unico cantiere, per il quale al di là delle colpe di questo o di quello sono stati comunque commessi degli errori. Per esempio quello che ha portato all’ammaloramento dei beni custoditi nella scuola, che non sono stati spostati prima dell’inizio dei lavori».

Samuele Animali, Jesi in Comune

«Altri cantieri – prosegue la forza di opposizione- in questi dieci anni hanno avuto vita difficile. A parte Carcerette e torre Erap (interventi per l’appunto in capo a Erap, nda) per i quali si registrano ritardi abissali, altri sono stati semplicemente cancellati, o per sempre, come Sant’Agostino, oppure temporaneamente, come le Giuseppine. O sono terminati in ritardo come Piazza Colocci, Piazza Pergolesi e lo stesso Centro Alzheimer. Probabilmente anche il cantiere del Corso».

Evidenzia Jesi in Comune: «Altri cantieri non sono ancora partiti nonostante fossero programmati per gli scorsi mesi, come la Casa di Riposo o il Ponte San Carlo. Di altri non se ne parla nemmeno, come il ponte a San Giuseppe, l’ex sezione dei Repubblicani, l’ex Ospedale. L’unico lavoro veloce, guarda caso, è stato lo spostamento della fontana della fontana dei leoni, che andato avanti di gran carriera e pure in maniera piuttosto spregiudicata».