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Jesi

Jesi, hotel Federico II: la mobilitazione si sposta in Regione

I lavoratori della struttura ricettiva, riuniti in assemblea, hanno proclamato lo stato di mobilitazione e chiederanno l'apertura di un tavolo regionale in occasione di un presidio davanti Palazzo Raffaello

L'Hotel Federico II di Jesi

JESI – Nessuna risposta ufficiale pervenuta dalla proprietà dell’hotel Federico II, i lavoratori si mobilitano. Riuniti in assemblea assieme ai rappresentanti sindacali, gli operatori della struttura ricettiva di Jesi organizzano un presidio, dalle 10 alle 12, davanti alla sede della Regione Marche in via Gentile da Fabriano, lunedì 28 dicembre. «Chiediamo alla Regione di istituire un tavolo di crisi per la gestione della vertenza – fa sapere Carlo Cotichelli, segretario provinciale Filcams Cgil Ancona – così da garantire la continuità occupazionale e richiamare le responsabilità della proprietà».

Sono 50 i lavoratori diretti del Federico II, attualmente in liquidazione, ai quali se ne aggiungono una quindicina a tempo e stagionali. «Si tratta di figure professionali per lo più altamente qualificate – specifica Cotichelli – e questo dovrebbe rappresentare un elemento in più per la garanzia di posti di lavoro». Il clima non è dei migliori. «C’è fortissima preoccupazione e un notevole scoramento – spiega ancora il sindacalista -. Gli operatori dell’hotel sono delusi dal comportamento della società. Lo scorso 12 novembre abbiamo sentito i vertici per la cassa integrazione e non ci è stato detto nulla. Poi abbiamo scoperto che, solo cinque giorni dopo, è stato nominato il liquidatore. Queste persone, che oggi lottano per il proprio posto di lavoro, si sentono prese in giro».

Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci ha già garantito il proprio impegno: «Accolgo volentieri – le sue parole – la richiesta che mi è giunta dalle organizzazioni sindacali di partecipare ad un tavolo regionale che ritengo assolutamente indispensabile e dove auspico possa essere avviato un percorso che, innanzitutto, provi a salvaguardare l’occupazione di dipendenti e collaboratori dell’attività ricettiva. Sarà importante capire se vi possono essere proposte per una cessione aziendale o alternative comunque valide per non disperdere una struttura che, oltre ad aver accompagnato la storia di Jesi per quasi 40 anni, è in una posizione strategica regionale e dunque certamente appetibile».

Al momento, l’unico interessamento – stando ai rumors – sarebbe legato a una clinica privata. Ma la “partita” è appena iniziata.