Jesi, «Una gestione innovativa per il museo di Federico II»

L'assessore alla cultura, Luca Butini anticipa le prossime mosse del Comune per iniziare a occuparsi dello "Stupor Mundi", che l'ingegnere Gennaro Pieralisi ha ufficialmente donato a Jesi. Ecco quanto costerà..

Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi a Jesi
Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi a Jesi

JESI – Duecento mila euro. Più o meno. È questa la cifra che il Comune dovrà trovare per la gestione del museo Federico II Stupor Mundi. Finanziato dall’ingegner Gennaro Pieralisi, il contenitore culturale ubicato nella piazza dove l’imperatore svevo nacque nel 1194, è stato formalmente donato al Comune. Nel mese di settembre, tale atto di mecenatismo dovrà essere accolto dal consiglio comunale. Ma nel frattempo, l’amministrazione Bacci valuta come gestirlo.

«La nostra intenzione – anticipa l’assessore alla cultura, Luca Butini – è di costruire un modello di gestione innovativo, promuovendo una fortissima sinergia pubblico-privato. Siamo nel mezzo della fase di transizione. Il Comune ha ricevuto formalmente la lettera in cui il proprietario, Gennaro Pieralisi, dichiara la disponibilità di cedere il museo. Faremo un passaggio in maggioranza e poi sarà l’aula consiliare ad avere l’ultima parola».

Serviranno circa 200 mila euro, come detto, per garantire un futuro allo Stupor Mundi di piazza Federico II. «Ci stiamo organizzando per procedere al meglio – afferma Butini -. Fino a oggi, non abbiamo avuto alcuna voce in capitolo sugli aspetti gestionali, al netto della collaborazione fra i musei civici di Jesi. Sarà sicuramente una sfida, che vogliamo vincere studiando un piano a medio-lungo termine. Nell’ultimo trimestre dell’anno, partirà la fase di gestione comunale, salvo sconvolgimenti. O meglio, inizieremo a muoverci all’interno del museo. Abbiamo un’idea abbastanza chiara su come procedere. L’obiettivo è renderlo pienamente fruibile e appetibile, attraverso un modello innovativo».

Attualmente, il Comune stanzia 36 mila euro annui per l’affitto del palazzo che ospita lo “Stupor Mundi”.