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Jesi

Jesi, il futuro del museo di Federico II? «Convegni, approfondimenti e ricerca»

Samuele Animali di Jesi in Comune non nasconde le sue perplessità sulle prospettive del contenitore culturale dedicato allo Stupor Mundi. «Senza attività collaterali durerà poco»

JESI – Quale futuro per il museo di Federico II? Se lo chiede l’opposizione, dopo aver appreso che l’ingegner Gennaro Pieralisi, finanziatore del contenitore culturale dedicato allo Stupor Mundi, è pronto a cederlo al Comune, che ne acquisirà formalmente la gestione in autunno.

Il Pd ha manifestato apertamente perplessità, chiedendo la massima condivisione delle strategie. Ora si fa sentire anche Jesi in Comune.

«Il fatto che l’avevamo detto e siamo stati attaccati, più dalla maggioranza che da Pieralisi, in verità, è un fatto – commenta Samuele Animali, consigliere comunale della forza di minoranza -. Secondo noi la figura di Federico secondo può essere resa “spendibile” soltanto se al museo (che in realtà assomiglia più ad una mostra temporanea che andrà aggiornata),  verrà affiancata un’attività convegnistica, di approfondimento, di ricerca. Per esempio una Summer school, come ha suggerito qualcuno. Altrimenti è difficile che si possa trattare di un’operazione che dura nel tempo. Città regia e palio si collegano male (meglio sarebbe stato città federiciana) e rischiano di trasformare il tutto in folklore, che attira più che altro gente che vuole venirsi a bere qualche birra. Ma allora il “museo” a che serve?».

L’assessore alla cultura, Luca Butini ha anticipato che l’amministrazione sta già predisponendo una modalità di gestione innovativa del museo, puntando sulla sinergia pubblico-privato.