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Jesi

Jesi, furibonda lite in casa: pericolo per gli operatori del 118

L'ambulanza era stata chiamata per una caduta in casa. All'arrivo dei sanitari, si è scatenato un pandemonio. Fondamentale a ristabilire le condizioni di sicurezza per l'intervento è stato l'arrivo dei Carabinieri del Norm di Jesi

Un mezzo della Croce Rossa

Una chiamata al 118, ieri sera – 14 gennaio – poco dopo le 22, per una banale caduta in casa. Viene allertata l’ambulanza della Croce rossa per un intervento in codice verde in un appartamento in via XX Settembre, pieno centro.

All’arrivo dei sanitari trovano una donna rumena seduta sul pavimento, dolorante: la signora assistita dal compagno (un uomo tunisino) e dalla figlia, riferisce che un ginocchio le ha ceduto, che è caduta e sente dolore. Le vengono presi i parametri, misurata la temperatura, iniziano le operazioni di soccorso.

Mentre un volontario dell’equipaggio dell’ambulanza resta con la paziente, gli altri escono per prendere la barella. A quel punto, la famiglia che aveva allertato il 118 chiude il portone. Nell’appartamento la tensione cresce quando da una stanza da letto esce un ragazzo, il figlio della donna, con il volto tumefatto e insanguinato. Ha il telefono in mano, in linea ci sono i Carabinieri. Gli passano l’apparecchio.

L’operatore della centrale operativa del 112 spiega che la chiamata è stata inoltrata per una violenta lite in famiglia: erano state effettuate due chiamate di soccorso, sovrapposte, per lo stesso episodio. Il figlio e il tunisino iniziano di nuovo a litigare animatamente, una bimba piccola di pochi mesi scoppia a piangere, il caos torna in quell’appartamento. A quel punto, venendo meno le condizioni di sicurezza per gli operatori sanitari, viene richiesto l’intervento dei Carabinieri.

In pochi istanti compaiono le divise: «sembravano due salvatori, due angeli», raccontano i volontari, sollevati nel vedere i Carabinieri. I militari entrano in casa e riportano ordine e i volontari tornano nell’appartamento per completare il servizio di soccorso. Nel frattempo dalla centrale operativa del 118 viene inviata un’altra ambulanza della Croce gialla di Chiaravalle, poiché i feriti erano due: in pronto soccorso a Jesi vengono portati la donna, in codice verde con un trauma al ginocchio, e suo figlio per le ferite e i traumi al viso procurati dal compagno della madre. Quaranta minuti di inferno. Secondo quanto riferito dallo stesso ragazzo, il tunisino era solito maltrattare la madre e anche quella sera l’avrebbe insultata alzando le mani su di lei. Il giovane per difenderla ha avuto la peggio. Ne sarebbe nata una colluttazione, ma la madre per impedire che i due uomini si facessero del male si sarebbe messa in mezzo per dividerli trattenendo il figlio. La dinamica della lite sarà stabilita dai Carabinieri.