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Jesi

Jesi, Forza Nuova è pronta ad aprire una sede in città

Il movimento di destra annuncia di voler inaugurare una sezione a dicembre dopo la raccolta firme di stamattina in corso Matteotti. La presenza dei militanti veneti di estrema destra sta suscitando molte reazioni

Il presidio di Forza Nuova a Jesi
Il presidio di Forza Nuova a Jesi
Il presidio di Forza Nuova a Jesi
Il presidio di Forza Nuova a Jesi

JESI – Annunciata poche ore prima dell’arrivo dei militanti veneti di Forza Nuova, la raccolta firme contro l’approvazione della proposta di legge sullo Ius Soli è approdata a Jesi stamattina sul corso Matteotti. Un presidio blindato che ha subito trovato voci polemiche sulla presenza del gruppo di estrema destra in città. Forza Nuova dal canto suo, fa sapere di aver raccolto un centinaio di firme e di voler aprire una sede a Jesi.

«Un successo per il nostro movimento, che registra in ogni città una grande partecipazione da parte della cittadinanza – ha fatto sapere il coordinatore regionale di Forza Nuova, Andrea Tarsi -. Anche a Jesi  i cittadini si sono dimostrati interessati ad ascoltare le nostre istanze ed a partecipare attivamente firmando la petizione.  Forza Nuova rimarrà saldamente in opposizione alla proposta di legge sullo Ius Soli, in base al cui principio si riconoscerà la cittadinanza italiana a chi è nato nel territorio della repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia residente legalmente in Italia permettendo, di fatto la cittadinanza anche se uno dei due genitori dovesse essere clandestino. Una vergogna».

L’ipotesi di aprire una sede dovrebbe diventare concreta entro dicembre «convinti che possa diventare un punto di riferimento per chi è disposto a scendere in strada con noi per difendere la nostra Patria da questa invasione programmata».

La sezione Anpi di Jesi ricorda di aver ottenuto la mozione del consiglio comunale di Jesi approvata il 30 settembre 2014, affinché non vengano concessi spazi pubblici ad associazioni che abbiano avuto modo di manifestare ideologie razziste, xenofobe, antisemite, omofobe ed antidemocratiche, od espressioni di odio e di intolleranza religiosa. Nel 2013 Anpi, Fiom, Spaziostello, Arci, Libera, Collettivo via libera 194, il Centro Studi Libertari, Ya Basta, la Polisportiva Akapawa e Italia Cuba avevano presentato una proposta di atto che poi divenne la mozione approvata da tutti i capigruppo dello scorso Consiglio Comunale.