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Jesi

Jesi, fontana Morosetti: chi si vergogna di chi?

È scontro dopo le parole del sindaco Massimo Bacci nell'annunciare gli interventi finanziati col lascito. Il Pd: «Vergogna se si dissente?». La replica: «Vergogna strumentalizzare». E Piazzalibera lancia #mivergognoperlacitta

Fontana dei Leoni Jesi

JESI – Continua a far discutere lo spostamento della fontana dei leoni voluto e finanziato col suo lascito testamentario dal vignettista Cassio Morosetti, scomparso nel 2020. Dopo le parole del sindaco Massimo Bacci in sede di presentazione di quanto sarà finanziato col residuo dei due milioni di euro del testamento Morosetti, vanno all’attacco Pd e comitato Piazzalibera. Con replica del sindaco stesso.

Il segretario del Pd Jesi, Stefano Bornigia

«Veramente stonato – secondo il segretario Pd Stefano Bornigia– è sentire il Sindaco vergognarsi per la città perché alcuni cittadini utilizzando strumenti democratici hanno chiesto che la città si pronunciasse sullo spostamento della fontana. Dichiarazioni che dimostrano allergia al metodo democratico e anche all’ascolto. Si fa come “dico io”, questo è stato il mantra che ha accompagnato il Sindaco in questi anni di amministrazione nei confronti dell’opposizione ma anche rispetto ai suoi più stretti collaboratori. Un Sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini non dice queste cose, non ci si vergogna per il dissenso di una parte della città, sicuramente non minoritaria, ma certo oggi rassegnata. Non si è il Sindaco di tutti quando invece di impegnarsi per unire si divide la città. Oggi Jesi è una città anestetizzata che dovrà affrontare future scelte importanti per il proprio rilancio. In questi ultimi anni Jesi ha subito un consistente calo di popolazione e questo è significativo del difficile momento che stiamo vivendo e l’autoincensarsi da parte del Sindaco (con le risorse economiche che arrivano dal governo e quindi dai partiti) non serve a sollevare i cittadini Jesini dalle difficoltà che stanno affrontando».

Gli striscioni di protesta contro lo spostamento della fontana dei leoni

Piazzalibera, che aveva chiesto un referendum, invece lancia l’hashtag #mivergognoperlacitta e dice: «Questa volta siamo esattamente sulla stessa lunghezza d’onda del Sindaco Bacci! Anche noi, infatti, ci vergogniamo. Ci vergogniamo per la città, amministrata da chi ha osato denigrare e ridicolizzare Pacifico Carotti, vero caposaldo della Jesi democratica, solo per giustificare un intervento impopolare di cui in città non c’era nessun bisogno. Ci vergogniamo per la città, amministrata da persone che preferiscono assecondare le richieste di un privato, in contrasto con la volontà della maggioranza dei cittadini, su una questione nemmeno presente nel programma di mandato. Ci vergogniamo per la città, amministrata da una maggioranza consiliare che definisce “persone frustrate a causa della pandemia” i propri concittadini (alcuni dei quali loro stessi elettori), soltanto per aver espresso dissenso, peraltro in maniera assolutamente democratica. Ci vergogniamo per la città, amministrata da persone che utilizzano lo specchietto per le allodole delle risorse destinate all’abbattimento delle barriere architettoniche, quando nella realtà, tra le residuali risorse del lascito Morosetti, i fondi destinati al PEBA sono veramente di pochissima entità per le esigenze di una città come Jesi. Ci vergogniamo per la città, governata da un’Amministrazione che ha dato massima priorità a dare attuazione ad un’eredità (Morosetti) con vincolo perpetuo e senza nessun interesse per Jesi, mentre da 8 anni ancora non ha dato attuazione ad un’eredità (Cesarini), le cui risorse sono veramente destinate ad un intervento utile per Jesi. E voi, per cosa vi vergognate? Ditelo con #mivergognoperlacitta».

Il sindaco Massimo Bacci

A Bornigia, replica il sindaco Massimo Bacci: «Mi domando dove viveva il segretario del Pd 10 anni fa quando il suo partito ha lasciato il Comune con le casse vuote, un debito di quasi 40 milioni di euro, zero investimenti davanti a sé e una macchina comunale a pezzi. E mi domando dove vive oggi con 40 milioni di opere pubbliche in corso e lavori per altri 20 milioni che lasceremo a chi verrà dopo di noi, oltre a conti in ordine e un ente comunale che opera con metà dei dipendenti. E mi domando ancora dove è vissuto in questi 10 anni in cui Jesi è stata presa a modello nazionale per l’alta qualità dei servizi sociali, per la minore tassazione, per il sostegno alle attività produttive, per la refezione scolastica; 10 anni in cui si è messo mano a tutte le scuole della città che erano state abbandonate a se stesse, si è costruita una nuova mobilità sostenibile, si sono aperti tre musei, si sono realizzati impianti sportivi, si è valorizzato l’associazionismo che – proprio per la pandemia – ha saputo costruire insieme al Comune e all’Asp una rete di grande sinergia». Prosegue Bacci: «Jesi anestetizzata? Non so con che coraggio passa affermare questo il segretario del Pd. Jesi con meno abitanti? Sì, come tutte le città d’Italia, come l’intero Paese se ha la bontà di guardare statistiche e indagini demografiche. Con la differenza che da noi l’accoglienza è un valore, come lo dimostra il fatto che coordiniamo il terzo progetto d’Italia per numero di migranti ospiti, mentre altre realtà a guida Pd si riempiono solo la bocca di chiacchiere. È per tutti questi motivi che mi dispiace enormemente, e ho provato a nome della città un senso di vergogna, quando vi è stato chi, in maniera meschina, ha voluto strumentalizzare la vicenda della fontana. E non parlo di quanti, legittimamente, la pensavano in maniera contraria e lo hanno testimoniato in forma anche critica ma correttamente. Perché accetto, e ho sempre accettato, il parere di chi la pensa diversamente, ma non la persistente campagna di astio, al limite del diffamatorio, contro questa Amministrazione comunale e questa maggioranza da parte di taluni personaggi ben identificabili e legati ai partiti di opposizione rispetto ad una scelta che, va invece detto con orgoglio, ha permesso, oltre a porre rimedio ad un errore storico ed urbanistico, di avere oggi a disposizione per la città un altro milione e mezzo di euro che sarà destinato ad abbattere le barriere architettoniche specialmente nelle scuole ed in Comune e a valorizzare i contenitori culturali della città».

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