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Jesi

Fondazione Pergolesi Spontini, confronto in Municipio

Conti in rosso, programma degli spettacoli e futuro della Fondazione. Si è parlato di questo ieri sera (28 febbraio) in Comune a Jesi alla presenza dei consiglieri di minoranza e maggioranza jesini, dei colleghi di Moie, dei sindaci Massimo Bacci e Umberto Domizioli, e dei rappresentanti della Fondazione Pergolesi Spontini con la responsabile amministrativa della Fondazione Lucia Chiatti

Il teatro Pergolesi di Jesi in piazza della Repubblica

JESI – Entrate in calo e il Festival Pergolesi Spontini dello scorso anno che è costato troppo, sono i motivi del buco finanziario che ha interessato la Fondazione che si occupa della gestione del Massimo jesino.

Ieri sera, 28 febbraio, nella sala consiliare del Comune di Jesi si è svolto il confronto pubblico alla presenza dei consiglieri di minoranza, dei colleghi di maggioranza, dei sindaci Massimo Bacci e Umberto Domizioli, e dei rappresentanti della Fondazione Pergolesi Spontini con la responsabile amministrativa della Fondazione Lucia Chiatti. A dare il via ai lavori è stato il sindaco Bacci: «Avevamo chiesto all’amministratore delegato di ridurre del 5% i costi nel 2017, ad ottobre ci ha detto che c’erano delle difficoltà, per il Festival si era speso troppo, e proposto delle soluzioni come spostare Rigoletto a gennaio». Ciò è avvenuto e, come ha spiegato Domizioli, l’operazione ha consentito di passare da 600mila euro a 400mila euro di squilibrio nel bilancio «e grazie all’anticipo dato dal Comune di Jesi, adesso il bilancio è in pareggio» ha aggiunto il Sindaco di Moie.

«Il piano adottato ci consente di avere un bilancio in ordine – ha aggiunto Bacci – Per quanto riguarda le produzioni, non mancheranno spettacoli di qualità». Rassicurazioni che non sono bastate all’opposizione: Claudia Lancioni, consigliera del Movimento 5 Stelle di Jesi, e il collega Leonardo Guerro di Moie hanno evidenziato di aver chiesto i documenti relativi alla Fondazione in più occasioni, senza mai riceverli. «Ci mancano i dati, certo è che gli spettacoli sono notevolmente ridotti di numero» hanno detto i grillini, cui ha risposto Bacci: «Abbiamo vissuto uno dei momenti economicamente peggiori del Paese: nei periodi migliori le entrate annuali ammontavano a 5 milioni di euro, oggi sono 2milioni e 200mila».

incontro pubblico fondazione jesiSulla questione anche Lucia Chiatti: «I soldi che gestiamo sono pubblici, da parte nostra c’è la massima disponibilità a far avere gli atti richiesti. il Teatro non può perdere di vista la qualità: il Ministero ci chiede di puntare sulla quantità degli spettacoli ed è per questo che abbiamo inserito nel Festival di quest’anno il Monsano Folk Festival e abbiamo incontrato i ragazzi dell’associazione Valvolare. Stiamo valutando forme di spettacolo per i giovani e con l’Atgtp è ripreso il dialogo. Per quanto riguarda la lirica, l’unica strada percorribile è quella delle coproduzioni».

I dubbi rimangono per Jesi in Comune-Laboratorio Sinistra, con la consigliera Agnese Santarelli: «Perché allora ci si è accorti solo ora di questa situazione? Casualmente dopo questa vicenda, l’amministratore delegato si è dimesso: la motivazione è solo economica? Quando si dice che adesso i conti sono in ordine e che si guarda con fiducia al futuro ci si dimentica che qualcuno questa situazione l’ha pagata: i dipendenti della Fondazione si sono ridotti lo stipendio, forse tutto bene non va». Le spiegazioni del sindaco: «Ad ottobre, dopo le elezioni ci siamo trovati dinanzi a questa situazione. Avevamo chiesto all’amministratore di tenerci aggiornati e alla luce delle difficoltà abbiamo parlato con Graziosi: la difficoltà di mantenere il rapporto lavorativo è per motivi economici».