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Jesi

Omosessualità e diversità emotiva, il Festival dell’Educazione approda al Teatro Cocuje

"Sola solitudine" è uno spettacolo nato dalla collaborazione con il Liceo Classico, il Liceo Scientifico ed il Liceo Artistico di Jesi. Silvia Benigni: «Ci interessava parlare di questi temi e ci siamo messi in rete con altre realtà del territorio»

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Il Teatro dell'oppresso al Festival dell'Educazione di Jesi

JESI – Uno spettacolo per parlare di omosessualità e di diversità emotiva: “Sola solitudine” andrà in scena sabato 29 dicembre al Teatro Cocuje di via dell’Esino nell’ambito della settima edizione del Festival dell’Educazione.

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La locandina dello spettacolo che andrà in scena al Cocuje

Frutto del lavoro degli studenti del Liceo Classico Vittorio Emanuele II, del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci e del Liceo Artistico Edgardo Mannucci, con la collaborazione dell’Asur Marche, dell’Area Vasta 2 Jesi e della Coos Marche, lo spettacolo è stato scritto da Gianfranco Frelli e Patrizia Taglianini. “Sola solitudine” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena al Teatro Cocuje, alle ore 21.30: «Come Festival dell’Educazione abbiamo sempre cercato temi molto ampi per poi focalizzare l’attenzione su qualcosa di specifico – spiega Silvia Benigni per la Cooss Marche -. Ci interessava parlare di omosessualità e ci siamo messi in rete con altre realtà del territorio». La storia è quella di una ragazza che vuole dire alle persone care di essere omosessuale. Trova delle difficoltà che lo spettacolo racconta mettendo in scena situazioni semireali che portano la protagonista, e lo spettatore, alla ricerca di sé. Non è la prima volta che i fondi destinati al festival vengono investiti per parte di diversità: «Il Festival aveva affrontato il tema con il regista Ivan Cotroneo che aveva incontrato gli studenti e la cittadinanza in occasione della proiezione del film “Il bacio” – continua Benigni -. È preziosa, quando si vogliono affrontare questi temi, la collaborazione degli insegnanti come Gabriella Cantarini. Più in generale ci eravamo occupati di differenza di genere con il Teatro dell’Oppresso la scorsa primavera al Palazzo dei Convegni».

Il tema che viene affrontato in questa settima edizione è quello dell’Altro: «In senso lato, nella diversità che porta, che è complessità, difficoltà e anche infinita ricchezza. La ricerca dell’incontro, la riflessione su una comunità accogliente sono temi che da anni cerchiamo di indagare col festival. Frelli ha scelto di declinare il tema col gruppo di ragazzi con cui porta avanti un laboratorio teatrale, parlando di omosessualità – conclude Benigni -. Tra le novità del Festival, cosa che ci fa enormemente piacere, c’è la collaborazione con il professore di filosofia dell’Università di Macerata Roberto Mancini con il quale cercheremo di darci obiettivi più definiti e migliorare il nostro nucleo operativo, anche da un punto di vista scientifico».