Jesi-Fabriano

Jesi, ex ospedale: il recupero può attendere. Piano prorogato di un altro anno

In attesa che l'ultima parte destinata all'abbattimento vada giù, altri dodici mesi di validità per il programma per l'area che, varato nel 2005, va aggiornato a condizioni del tutto mutato. L'Ast di anni in più ne aveva chiesti due

Area ex ospedale, Jesi

JESI – Prorogata di un ulteriore anno la validità del piano di recupero dell’area dell’ex Ospedale Civile. Varato nel 2005, il Piano ha prima dovuto attendere il definitivo abbandono del vecchio nosocomio, lasciato solo nel 2014, e ancora oggi aspetta il completamento della demolizione delle ultime parti rimaste in piedi ma destinate all’abbattimento.

In realtà l’Ast, al Comune comproprietario dell’area per il 12%, di anni di proroga ne aveva chiesti almeno due. Piazza Indipendenza, a norma di legge, ne ha concesso uno fino al 24 ottobre 2024.

Il Piano prevede «la ristrutturazione urbanistica dell’intera area, con la conseguente demolizione degli edifici esistenti e la ricostruzione di volumetrie, per un ammontare complessivo di 48mila metri cubi, comunque inferiore all’esistente». Il Piano distingue diverse aree omogenee per tipologia di intervento edilizio: destinazioni d’uso a residenza, pubblici esercizi, esercizi commerciali, uffici, studi professionali, agenzie varie, artigianato di servizio e servizi collettivi di carattere locale e generale. Si individuano inoltre spazi pubblici a parcheggio o piazza, accessibili dal Viale della Vittoria. Ma le condizioni sono decisamente mutate rispetto al mondo del 2005 e oggi il tutto va rivisto. Ast e Comune hanno concordato di condividere i contenuti di un nuovo Piano di Recupero prima di qualsiasi progetto.

La maggior parte dell’ex Civile – i due grandi plessi su viale della Vittoria e l’ex obitorio – è stata demolita nella primavera del 2021. Resta in piedi la palazzina risalente agli anni fra ’60 e ’70 del secolo scorso che ospitava il laboratorio analisi. Per la demolizione di questa si prevede, dopo gli ultimi aggiornamenti dei costi, una spesa di oltre un milione di euro, alla quale partecipano Ast e Comune di Jesi in proporzione alla loro rispettiva quota di proprietà.

© riproduzione riservata