Jesi, ex candidato sindaco sospeso da Facebook per odio razziale

Massimiliano Lucaboni, già esponente di Forza Italia, ha scritto sul popolare social network frasi offensive nei confronti dei musulmani. Account disattivato per tre giorni. Lui parla di censura, Rifondazione lo attacca

La pagina Facebook di Massimiliano Lucaboni

JESI – Si dice sorpreso e amareggiato Massimiliano Lucaboni. Per tre giorni, Facebook ha bloccato la sua pagina personale, a seguito di segnalazioni da parte di altri utenti. Ufficialmente è stato sospeso per odio razziale. Riprendendo una probabile fake news riguardante un presunto divieto ai cani nei luoghi pubblici da parte di persone di religione musulmana, l’ex candidato sindaco, già esponente di Forza Italia, ha scritto sostanzialmente che i musulmani potrebbero essere più impuri dei cani, aggiungendo che se i quadrupedi potessero parlare forse non li vorrebbero nemmeno. Immediato è arrivato il blocco da parte del social network.

«Ho condiviso un articolo di giornale – racconta Lucaboni – e con emoticon sorridenti ho scritto quelle cose. Apriti cielo. Facebook mi blocca dicendomi che spargo odio razziale. Sono molto arrabbiato. La mia non era sicuramente una dichiarazione razzista, né volevo suscitare odio nei confronti di qualcuno. Mi è sembrata davvero la censura di un pensiero. Sta diventando rischiosa anche la libera opinione».

Di tutt’altro parere, Rifondazione comunista, all’attacco di Lucaboni: Il blocco del profilo fb al consigliere comunale Lucaboni per istigazione all’odio razziale non stupisce di certo – scrive il partito di sinistra -. Esibizionista della provocazione contro gli immigrati in consiglio e in tante dichiarazioni pubbliche, in città è purtroppo solo considerato un fenomeno folkloristico, un “furbetto “ della politica che cerca di lucrare qualche consenso soffiando sulla rabbia di certe situazioni di difficile convivenza, in realtà frutto della disattenzione e del mancato impegno della  amministrazione, che lui sostiene nelle azioni di politica sociale, di riqualificazione delle periferie, del sostegno alle tante associazioni che operano senza alcun ausilio da parte della Giunta Bacci, nel sociale e per l’integrazione.  In realtà questa tolleranza nei confronti delle sue quotidiane aggressive fanfaronate che peggiorano il clima civile della città rischia di sembrare “pelosa complicità”.Ci attendiamo perciò che nel prossimo Consiglio comunale i gruppi che si dicono sensibili ad un’idea di città solidale, aperta, accogliente presentino una mozione di censura nei confronti di Lucaboni, in gioco c’è anche la dignità del Consiglio Comunale».