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Jesi

Jesi e il Coni, tweet di Malagò: «Città di campionesse e campioni»

Incontro romano fra il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e la delegazione jesina, accompagnata dalla pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali. Il sindaco Massimo Bacci: «Si è parlato del nuovo palascherma all'ex Sadam e dei progetti su sport e inclusione»

La foto del tweet del presidente del Coni Giovanni Malagò, a sinistra, in compagnia della campionessa Valentina Vezzali e del sindaco Massimo Bacci
La foto del tweet del presidente del Coni Giovanni Malagò, a sinistra, in compagnia della campionessa Valentina Vezzali e del sindaco Massimo Bacci

JESI – «Jesi, città di campionesse e di campioni… con @VVezzali e il Sindaco Massimo Bacci per parlare di impiantistica sportiva a 360 gradi!». È il tweet con cui il presidente del Coni Giovanni Malagò, in foto insieme alla pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali e al sindaco Massimo Bacci, ha reso pubblico l’incontro avuto a Roma con i rappresentanti della città di Jesi, presenti anche gli assessori allo sport Ugo Coltorti e ai lavori pubblici Roberto Renzi. Una visita alla casa del Coni che ha restituito quelle, apprezzatissime, di Malagò in città, prima nel giugno 2013 e poi nel dicembre 2014, quando il presidente consegnò al Club Scherma Jesi, prima realtà marchigiana nella storia, la massima onorificenza del Collare d’Oro.

L’occasione ha permesso di illustrare al presidente Malagò le iniziative che Jesi intende sviluppare per potenziare l’impiantistica e promuovere al meglio lo sport. «Quando abbiamo ottenuto da Bruxelles il riconoscimento di Città europea dello Sport – dice Massimo Bacci – abbiamo subito chiarito un fatto: non si trattava di un punto di arrivo, ma di una nuova base di partenza per permettere alle tante società sportive presenti sul territorio di poter operare al meglio. Percorso certamente impegnativo, perché quasi tutti gli impianti cittadini sono datati nel tempo, figli di quella straordinaria stagione guidata dal compianto assessore allo sport Leonello Rocchetti che ha permesso alla nostra città di essere all’avanguardia per strutture. Un percorso per lo sport, dunque, che non può ovviamente prescindere dal Coni, che ne è il naturale custode dei valori».

Spiega Bacci: «Ci ha fatto estremamente piacere presentare al presidente Malagò le iniziative che intendiamo portare avanti, tra cui anche il nuovo palascherma all’area ex Sadam, e le attività di formazione e promozione anche grazie al progetto europeo su sport ed inclusione sociale che ci è stato finanziato dall’Unione europea. Ci tenevamo a coinvolgerlo sia per ringraziarlo del fatto che è stato il primo presidente del Coni a venire a Jesi, tra l’altro per ben due volte negli ultimi anni, sia perché è un vero uomo di sport e dunque riesce a dare pieno merito e riconoscimento anche a quelle realtà di periferia che sanno valorizzare le varie discipline e coinvolgere attivamente i cittadini, non solo forgiando campioni, fatto per altro che riesce molto bene dalle nostre parti, ma garantendo un’ampia attività di base che coinvolge quasi la metà della popolazione. Ringrazio Valentina Vezzali che è stata al nostro fianco e che ha confermato il suo profondo legame con la nostra città».

«Questo è un luogo sacro dello sport italiano- disse nel 2014 Malagò al Palascherma- come Maranello con la Ferrari o Alba con la Nutella, questa città ha un marchio di fabbrica mondiale, costruito da Valentina e da Giovanna, dal maestro Triccoli, da Elisa Di Francisca. Numeri impressionanti, per i quali non posso che esprimere la mia gratitudine. Grazie Jesi!». Per il Collare d’Oro il Coni fece una eccezione: abitualmente il riconoscimento premiava società vecchie di almeno 100 anni, ma le 22 medaglie olimpiche (divenute poi 23 con l’argento di Di Francisca a Rio de Janeiro l’anno scorso), le due portabandiera ai Giochi (Giovanni Trillini ad Atlanta 1996, Valentina Vezzali a Londra 2012), l’unicum di una finale olimpica per l’oro fra atlete della stessa società (Valentina e Giovanna, Atene 2004) e l’atleta, Valentina, con più vittorie in gare di Coppa del Mondo di qualsiasi sport (78), meritarono l’eccezione, per una società nata “solo” nel 1947.

Doveroso ricordare anche, nel 2015, la Palma d’Oro assegnata, alla memoria, all’origine ed al padre indiscusso della tradizione del Club Scherma Jesi, il mitico Maestro Ezio Triccoli scomparso nel 1996. La Palma d’Oro al Merito Tecnico del Coni premia «i Tecnici Sportivi che si siano distinti per l’ottenimento, da parte dei loro atleti o squadre, di risultati di alto livello nazionale o internazionale, nonché per il rilevante contributo fornito per l’aggiornamento tecnico e per lo sviluppo dell’attività giovanile».