Distributore carburanti Coop, Fiordelmondo (Pd): «A quali rischi si espone il Comune?»

Il consigliere comunale del Partito Democratico, contrario alla realizzazione dell'impianto, chiede al sindaco Bacci di valutare bene la prosecuzione della causa legale, suggerendo di cercare un accordo con la controparte per evitare ingenti richieste di risarcimento

Via Valche, Jesi, la zona del ipotetico nuovo distributore di carburanti
Via Valche, Jesi, la zona del ipotetico nuovo distributore di carburanti

JESI – Nuovo distributore di carburanti lungo l’Asse Sud, all’indomani del primo incontro informale fra il sindaco Massimo Bacci e la Coop, promotore dell’impianto, il Pd mette in guardia l’amministrazione dai rischi dell’operazione. Il consiglio comunale ha infatti bocciato l’insediamento della nuova struttura, a ridosso del centro commerciale Arcobaleno in zona agricola, e gli ideatori del progetto si sono rivolti al Tar Marche, che ha dato loro ragione.

Lorenzo Fiordelmondo

«Non appassiona nemmeno a noi questo nuovo distributore di carburanti – ha evidenziato Lorenzo Fiordelmondo, consigliere comunale democrat nonché avvocato, in aula consiliare -. Ma siamo preoccupati. Il problema, a nostro dire, non è solamente se lì ci sarà o meno l’insediamento di un benzinaio, ma a quale rischio l’ente va incontro rispetto agli elementi che ci sono sul tavolo, evidenziati chiaramente dal Tar Marche. Rispetto alla richiesta di risarcimento, che era stata fatta dai promotori del progetto, 3 milioni circa di euro, il giudice ha riconosciuto un risarcimento, o meglio, una responsabilità amministrativa solamente per il ritardo nell’autorizzazione che è dovuta e quindi, sostanzialmente, una sorta di meccanismo di calcolo che dovrà essere effettuato dal Comune attraverso gli elementi che offrirà la parte istante vittoriosa e che comunque risulta essere molto, molto minore rispetto a quella che era la richiesta originaria di chi ha vinto il ricorso. Quindi, nel proporre eventuale appello, siccome il danno è attualmente calcolato sul ritardo, secondo me questo rischio aumenta esponenzialmente, perché laddove anche l’appello dovesse avere lo stesso esito, il risarcimento, oltre che un ritardo sempre maggiore, potrebbe anche agganciarsi a quello di una mancata realizzazione e quindi, in qualche modo, corrispondere a quel valore che era stato precedentemente indicato, maggiorato anche dell’ulteriore ritardo».

Secondo Fiordelmondo, quindi, resistere in giudizio, azione che il Comune sta valutando (leggi l’articolo), «è un rischio enorme, da evitare», Come? «Il grosso punto di domanda – osserva sempre il consigliere Pd – è capire se la parte istante ha tuttora interesse a quel tipo di insediamento, perché in linea meramente ipotetica, quell’interesse, anche alla luce della contrarietà di molti cittadini, potrebbe in qualche modo essere scemato. Aspetterei insomma a proporre l’appello al Consiglio di Stato e magari proverei a trovare un accordo, attraverso una fase transattiva, che inevitabilmente costerà qualche soldo, evitando di conseguenza al Municipio di sottoporsi a un rischio esponenzialmente molto maggiore di quello che si è sostanziato adesso e, dall’altra parte, ottenere la rinuncia a quel tipo di impianto».

Il prossimo 5 luglio è previsto un incontro con l’avvocato che difende il Comune per capire quali potrebbero essere i rischi che corre l’ente.