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Jesi, il Covid “taglia” la produzione di rifiuti

Oltre 21 mila tonnellate nel 2020, un meno 5% che si abbina a quello dei consumi. Resta al 72% la differenziata, «un bel risultato, anche se senza aumento» secondo l'amministrazione. Effetto pandemia anche sui costi

Centro Ambiente Campo boario jesi
Uno degli accessi al Centro Ambiente del Campo Boario, gestito da JesiServizi

JESI – Meno consumi, data la pandemia, e meno rifiuti prodotti: un calo del 5% a Jesi nel 2020 rispetto all’anno prima, secondo il dato diffuso dall’amministrazione comunale.

Oltre 21 mila le tonnellate di rifiuti prodotti a Jesi nell’anno alle spalle, stabile la percentuale di raccolta differenziata, al 72% come nel 2019. «Un bel risultato- secondo Piazza Indipendenza- ancorché per la prima volta da ormai quasi un decennio non si sia registrato un incremento rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, osservano da JesiServizi (la partecipata che si occupa della raccolta, nda), ad incidere è stato probabilmente il Covid 19, tenuto conto che tutti i rifiuti prodotti da ogni famiglia in cui vi era un soggetto positivo sono finiti direttamente nell’indifferenziata, come previsto dagli appositi protocolli di sicurezza».

Salvatore Pisconti, presidente di Jesi Servizi, insieme al sindaco Massimo Bacci

Le condizioni dettate dalla pandemia peraltro sono state all’origine anche dell’incremento dei costi del servizio per la società che se ne occupa: la stima era di oltre 200 mila euro in più rispetto al previsto, alla luce del ritiro a domicilio dei rifiuti presso cittadini in isolamento domiciliare causa Covid e della spesa per dotarsi dei dispositivi di sicurezza in quantità necessaria. Sono stati anche 300 i cittadini in isolamento nel corso della seconda ondata di autunno. E quanto alle mascherine, in audizione in commissione l’amministratore della JesiServizi Salvatore Pisconti aveva rivelato: «A inizio pandemia, a fronte della carenza sul mercato di dispositivi di protezione individuale, ci siamo trovati a pagare anche 6 euro quelle mascherine che, in epoca pre- Covid, ci costavano fra i 30 e i 40 centesimi. L’alternativa sarebbe stata interrompere il servizio di raccolta».

Tornando ai dati della differenziata, delle 15.200 mila tonnellate avviate al recupero, oltre il 40% è costituito da rifiuti biodegradabili e compostabili, vale a dire l’organico domestico, oltre agli sfalci e alle potature. Del 16% è la quota di vetro, mentre sfiorano il 10% sia la percentuale di carta e cartone che quella di imballaggi misti, vala a dire plastica e metalli destinati ai cassonetti di color giallo.

«Confidiamo di tornare di nuovo a crescere già quest’anno – dice quanto alla quota di differenziata l’assessora all’ambiente Cinzia Napolitano – anche grazie alle 13 nuove isole intelligenti che saranno installate nel centro storico». Assegnato l’appalto, i 13 impianti verranno posizionati entro il mese di marzo, finanziati con un apposito contributo regionale di 300 mila euro. Si tratta di sistemi particolarmente innovativi che consentono di creare delle vere e proprie “isole smart” di raccolta, esteticamente curate ed integrate nel territorio, che attraverso l’informatizzazione permettono i conferimenti da parte degli utenti accreditati e di monitorare in qualità e quantità i rifiuti gestiti, consentendo in futuro anche di procedere nella direzione della nuova normativa sulla tariffazione puntuale.

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