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Jesi, il “Così fan tutte” di Mozart, Da Ponte e… Milo Manara apre la Stagione Lirica di Tradizione del Pergolesi

Il maestro del fumetto ha disegnato scene e costumi realizzati per il titolo che inaugura il cartellone. «Le Metamorfosi di Ovidio sono state le guide di cui avevo bisogno»

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JESI – «Le Metamorfosi di Ovidio e la struttura, simmetrica ma non speculare, di una storia di travestimenti e inganni per sedurre. Sono state le guide di cui avevo bisogno. Giove d’altro canto è stato campione mondiale di trasformismi. Poi l’idea, geniale, è stata del regista: quinte che possono muoversi, creare altri ambienti, interagire fra loro». Milo Manara lo racconta così il suo lavoro per il “Così fan tutte” di Mozart, il titolo che domani, venerdì 20 ottobre (ore 20,30, poi domenica 22 alle 16), inaugura la 56° Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi e di cui il Maestro ha curato il disegno delle sceme e dei costumi, debuttando così nell’opera lirica. Il dramma giocoso in due atti con musica di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte andrà in scena con la direzione d’orchestra di Aldo Sisillo, la regia di Stefano Vizioli, le luci di Nevio Cavina e il coordinamento di Benito Leonori per le scene e di Roberta Fratini per i costumi.

La conferenza stampa con il cast di Così Fan Tutte, Milo Manara al centro (Foto Stefano Binci)

«Sulla scena – descrive l’opera il regista Vizioli – si può dire che ci sono “sei personaggi in cerca d’amore”. Con un sottotitolo, “la scuola degli amanti”, che forse ancora più del titolo è adatto. Una partitura di incredibile profondità, per un finale pieno di dubbi, che lascia un’assenza di risposte».

Aldo Sisillo dirigerà la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana: «Un’opera di continua ambiguità, anche nella musica, che risulta una mezza tragedia in cui, alla fine, tutti sono traditi. Con un ritmo teatrale molto forte, un finale in crescendo. Abbiamo scelto per metterla in scena un gruppo di artisti che hanno lavorato molto».

Nella compagnia di canto, Fiordiligi è Ekaterina Bakanova, Dorabella è Lilly Jørstad, Guglielmo è Jiri Rajnis, Ferrando è Antonio Mandrillo, Despina è Francesca Cucuzza, Don Alfonso è Emanuele Cordaro. Maestro al cembalo è Carlo Morganti, assistente alla direzione d’orchestra è Gianluca Piombo, assistente alla regia Pierluigi Vanelli. Il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno è diretto da Giovanni Farina. «Meraviglioso affrontare di nuovo questo titolo che ho cantato al debutto – dice Bakanova – e domani, peraltro, sarà il mio compleanno». Per Francesca Cucuzza: «Il Pergolesi, dove ho già cantato ne “Le nozze di Figaro” pure di Mozart, risuona in maniera speciale, come nessun altro».

Nuova la produzione, che vede impegnata la Fondazione Pergolesi Spontini, capofila della coproduzione, insieme a Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Fondazione Teatro Comunale Pavarotti di Modena, Teatro Sociale di Rovigo e Opéra-Théâtre of Eurométropole de Metz. E un elogio su questo punto lo fa proprio il direttore Sisillo: «Che una realtà piccola come Jesi, mantenga la capacità di uno sforzo produttivo così importante, è da elogiare. Fondamentale non disperdere questo patrimonio di competenza». A raccogliere il plauso, i rappresentanti di Fondazione Pergolesi Spontini e amministrazione comunale. «Una operazione di alto livello, questa per il “Così fan tutte” – dice l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli – che mette insieme tanti linguaggi e tante arti. È solo attraverso un grande lavoro di squadra che si può riuscire a farlo». Lucia Chiatti, che dirige la Fondazione, evidenzia: «Titolo che è l’emblema degli obiettivi della Fondazione: valorizzare la tradizione e guardare al contemporaneo, all’innovazione. Grazie a Cristian Carrara per aver coinvolto il Maestro Milo Manara. Una scommessa vinta».

Direttore artistico della Fps, Carrara ricorda: «Titolo bellissimo, dalla storia la più travagliata delle tre opere italiane di Mozart. Una storia d’amore, inganni, gioco, sulla difficoltà dell’essere fedeli. Bello poter avere il segno del Maestro Manara: mi pareva il “suo” titolo e mi sono permesso di proporglielo».

Milo Manara (Foto Stefano Binci)

«Se c’è un’opera che si presta a una scenografia tutta dipinta è proprio questa» dice Manara, che ha disegnato per l’occasione una eccezionale serie di illustrazioni sulle metamorfosi di Zeus, tra ninfe e satiri, travestimenti e corteggiamenti caratterizzati da una sensualità elegante, enigmatica, senza tempo. «Il mito si adatta al Settecento, quando andava di gran moda – aggiunge – Chi legge le Metamorfosi di Ovidio sa che è pieno di travestimenti a scopo di seduzione; in Così fan tutte, alla fine, a furia di travestirsi, si perde la percezione della propria identità». Ventiquattro dei disegni originali realizzati dall’artista per le scene e i costumi del “Così fan tutte” sono esposti a Palazzo Pianetti (Sale Betto Tesei), fino al 29 ottobre (ingresso gratuito, dal martedì alla domenica, ore 10-13 e 16-19).

A precedere il debutto è stata l’anteprima giovani del 18 ottobre riservata ai partecipanti del progetto “Musicadentro” 2023, che ha visto il teatro gremito di studenti delle scuole superiori di tutta la provincia.

Al centro dell’ultimo titolo della cosiddetta “trilogia di Da Ponte” (di cui fanno parte anche Le nozze di Figaro e Don Giovanni), tenuto a battesimo al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, c’è una scommessa crudele, architettata per mettere alla prova la fedeltà di due coppie. Una provocazione che vedrà un filosofo cinico affiancato da una servetta disincantata, da due amici soldati e da due nobili sorelle loro fidanzate. Resta aperta la domanda su come si concluda l’opera. L’intervento demiurgico e pacificatorio di Don Alfonso, nell’epilogo, almeno nominalmente riporta le coppie al loro assetto originario, ma l’ambiguità aleggia fino al calar del sipario, e anche oltre.

Domenica 22 ottobre la replica sarà accessibile anche a non vedenti/ipovedenti e a non udenti/ipoudenti con un percorso inclusivo e sensoriale prima dell’opera condotto da Serena Stronati alla scoperta dei costumi di scena, in compagnia di Roberta Fratini. Durante lo spettacolo ci sono il servizio di audiodescrizione dal vivo con brevi descrizioni di ciò che avviene in scena, e i sopratitoli. Nel progetto, anche audio introduzioni e video inclusivi in Lingua dei Segni Italiana (LIS) su scenografie, costumi e scelte registiche. La proposta – che rende accessibili tutti i 4 titoli del cartellone lirico del “Pergolesi” – è nell’ambito del cartellone regionale “MARCHE FOR ALL. Percorsi di Arte e Spettacolo per un turismo culturale accessibile”. Il progetto vede capofila il Comune di Jesi (capofila) in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini, Associazione Arena Sferisterio e Fondazione Rete Lirica delle Marche, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità e con il co-finanziamento della Regione Marche.

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