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Jesi

Jesi, Consulta per le donne: tante le adesioni. Presto la prima assemblea

Sono più di sessanta le domande inviate in Comune per partecipare al nuovo organismo senza fini di lucro aperto a tutti i cittadini

Il consiglio comunale di Jesi

JESI – Sono più di sessanta le adesioni alla nuova Consulta per le Donne e le Pari Opportunità. Si è chiuso ieri, 18 marzo, il termine per l’invio delle domande e ora l’amministrazione sta valutando le disponibilità formalizzate da parte di cittadine e cittadini. Si tratta, come spiegato nell’avviso pubblico, di un gruppo operativo senza fini di lucro, al quale possono aderire tutte le donne, e tutti gli uomini, minorenni esclusi, indipendentemente dall’appartenenza sociale, etnica, politica e religiosa, che siano residenti o domiciliati a Jesi, o che, nel Comune di Jesi, svolgano attività lavorativa, di studio o comunque vi abbiano interessi di tipo sociale e culturale.

Le finalità che la Consulta si pone sono:
Valorizzare la presenza, la cultura e l’attività delle donne nella società e nelle istituzioni;
Riconoscere il carattere multietnico e le diversità culturali della realtà femminile nel territorio;
Sostenere il diritto alle pari opportunità nel lavoro e in ogni altro settore della vita civile nel territorio;
Prevenire e contrastare tutte le forme di esclusione e di violenza attuate dagli uomini maltrattanti verso le donne;

L’Assemblea, che a breve verrà convocata e della quale fatto parte tutti gli aderenti alla Consulta, è l’organo di indirizzo programmatico e di controllo. Rientra quindi nei suoi compiti l’elezione a scrutinio segreto e maggioranza assoluta del proprio Presidente, l’elezione di 5 rappresentanti del consiglio direttivo, di cui almeno 3 di sesso femminile (gli altri quattro sono l’assessore alle pari opportunità, due consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e, appunto, il presidente dell’assemblea), la formalizzazione degli obiettivi programmatici da perseguire. Le spese di funzionamento saranno a carico del bilancio comunale.

«La Consulta relaziona – si legge ancora nel regolamento -, almeno con cadenza annuale al Consiglio Comunale, sulle proprie attività, durante una seduta pubblica, e comunque dovrà far pervenire al Presidente del Consiglio Comunale, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione scritta, propedeutica alla seduta pubblica. È facoltà della Giunta Comunale e dell’aula consiliare richiedere alla “Consulta per le Donne e per le Pari Opportunità” pareri su qualunque argomento ritenuto opportuno, con particolare riferimento agli scopi ed alle finalità della Consulta stessa».

A fine mese, in occasione della seduta consiliare, è molto probabile che si discuta del via libera a un’altra Consulta, quella delle nuove generazioni.