Jesi città regia, il consiglio comunale approva la mozione di Massaccesi. Ora tocca alla giunta

L'aula consiliare ha dato il via libera a maggioranza alla proposta del presidente consiliare di impegnare la giunta ad attivarsi per legare il titolo al nome del Comune. Contrari Jesi in Comune, Movimento 5 Stelle e il Pd (ad eccezione di Binci)

I gruppi di maggioranza del consiglio comunale di Jesi
I gruppi di maggioranza del consiglio comunale di Jesi

JESI – Via libera del consiglio comunale a “Jesi Città Regia”. La maggioranza a sostegno del sindaco Massimo Bacci ha approvato la mozione del presidente dell’aula consiliare Daniele Massaccesi che impegna la giunta «ad attivare ogni necessaria procedura per veder attribuita (o riattribuita) a Jesi, e se previsto o dovuto anche dalle competenti Autorità, il titolo di “Regia Città” o “Città Regia”, così riappropriandosi di quella che era stata una importante peculiarità, nel tempo, della nostra città».

Il consiglio comunale di Jesi

16 i voti favorevoli, 7 i contrari (Santarelli, Coltorti e Animali di Jesi in Comune, Fiordelmondo, Pirani e Marguccio del Pd e Lancioni del Movimento 5 Stelle) e 1 astenuto (Binci del Pd).
I consiglieri di governo Matteo Baleani, Nicola Filonzi, Giancarlo Catani, e lo stesso Massaccesi, considerano il titolo di “Città Regia” «un’opportunità per riscoprire le radici cittadine e promuovere nel contempo il territorio, utilizzando tale dicitura quale brand». Silvia Gregori della Lega Nord, pur votando favorevolmente, ha chiesto di fare di più sul turismo.

Di tutt’altro parere gli oppositori: Agnese Santarelli e Francesco Coltorti di Jesi in Comune sostengono che «Jesi sia «città della pace, città libertaria, città operaia. Non di re, ma di cordai, di setaiole e di diritti». Analoghe le considerazioni del collega Samuele Animali. Perplessità anche all’interno del Pd: sia Osvaldo Pirani che Lorenzo Fiordelmondo ed Emanuela Marguccio hanno manifestato dubbi in merito alle ipotizzate ripercussioni turistiche del titolo di città regia. Andrea Binci ha chiesto invece un rinvio della pratica per approfondimenti in commissione. Claudia Lancioni del Movimento 5 Stelle ha quindi ricordato che la storia di Re Esio è una leggenda e che preferirebbe che Jesi sia “città della cultura”, o città sicura”, o “città senza barriere architettoniche”. La pratica è comunque passata a maggioranza ed ora tocca alla giunta. Il sindaco Massimo Bacci non è intervenuto.

L'opposizione del consiglio comunale di Jesi assieme al consigliere straniero aggiunto
L’opposizione del consiglio comunale di Jesi e il consigliere straniero aggiunto

Non si è parlato solo di città regia, oggi, in aula consiliare. In merito al banchetto di Forza Nuova, contestato da Pd e Jesi in Comune, Bacci ha ribadito di non avere alcuna responsabilità, sottolineando che «l’autorizzazione data per la raccolta firme del gruppo di destra è un semplice atto amministrativo e non una scelta politica». Sull’Istituto Cervi, dal quale il Comune è uscito, l’assessore alla cultura, Luca Butini ha difeso la scelta, rimarcando che le risorse saranno destinate alla locale Consulta per la Pace. Si è parlato anche di bike sharing: le biciclette elettriche, attualmente inattive, sono costate alla città 145 mila euro complessivi, da sommare a 27 mila euro di manutenzioni in quattro anni. Due dei ventuno mezzi sono stati rubati, mentre uno è stato abbandonato in periferia e distrutto.

Aderendo alla campagna “Verità per Giulio Regeni”, inoltre, dalla prossima settimana il Comune esporrà lo striscione sulla balconata affinché sia fatta luce sull’assassinio del giovane ricercatore italiano in Egitto. Sulle scuole, infine, l’assessore Roberto Renzi ha anticipato che il progetto della nuova Lorenzini sarà formalizzato entro Natale, confermando la demolizione del vecchio plesso, non a norma, nel mese di novembre.