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Jesi

Jesi, la città che brinda all’aperto per evitare assembramenti

Aumentano quotidianamente le richieste di installazione dei dehors fuori dai locali per poter rispettare le misure di sicurezza. Sono oltre quaranta le domande ricevute dal Comune

bar, tavoli, pub, locali, caffè
Foto di Margarita Kochneva da Pixabay

JESI – Sono già una quarantina le richieste di installazione di dehors temporanei davanti ai locali. Gli operatori si stanno muovendo e gli interessamenti aumentano, così come le telefonate di delucidazioni. Il Comune sta infatti ricevendo diverse chiamate ogni giorno e sono sempre di più i bar e ristoranti che si stanno organizzando per allestire gli spazi esterni.

Proprio al fine di agevolare le attività commerciali, e alla luce dei fondi annunciati dal governo, l’amministrazione Bacci ha varato una procedura semplificata. Consentita l’occupazione del suolo pubblico fino ad un massimo di 45 metri quadrati, previa presentazione di semplice domanda corredata da autocertificazione. I materiali utilizzati debbono essere esclusivamente amovibili, ovvero tavolini, sedute ed ombrelloni e l’occupazione dello spazio pubblico non deve creare ostacolo al passaggio di persone e mezzi di sicurezza, mantenendo in ogni caso uno spazio per il libero transito dei pedoni di almeno un metro e mezzo. Alla fine dell’esercizio giornaliero delle attività, gli elementi di arredo urbano vanno ricollocati all’interno. Qualora l’area da occupare vada ad eliminare la disponibilità di parcheggi di uso pubblico (libero o a pagamento) l’interessato non potrà occupare lo spazio prima di 5 giorni lavorativi dall’invio della pec. Un’opportunità che resterà in vigore fino al 31 ottobre prossimo, come pure l’esenzione dal pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico che è stata determinata a livello nazionale.

«La posa in opera temporanea su vie, piazze, strade e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico, da parte degli interessati, di strutture amovibili, quali dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature ovvero tavoli, sedie, ombrelloni non è subordinata alle autorizzazioni per lavori sui beni culturali e paesaggistica», rimarcano dal Comune.