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Jesi

Jesi città “aperta”, il sindaco Bacci non chiude (per ora) le piazze

A seguito di un confronto con l'Asur, l'amministrazione comunale ritiene non necessarie ulteriori misure restrittive per fronteggiare il covid-19

Immagine di repertorio

JESI – Nessun provvedimento più stringente per i luoghi maggiormente frequentati della città. Le piazze, almeno per questo weekend, restano aperte. Così ha deciso il sindaco Massimo Bacci: «Da un confronto con l’Asur e con gli organismi deputati alla prevenzione e alla luce della situazione presente oggi in città, si ritiene che non siano necessarie ulteriori misure restrittive rispetto a quelle contenute nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri e nell’ordinanza del presidente della Regione Marche».

«L’ordinanza regionale – spiega il sindaco Bacci – fissa importanti paletti in materia di prevenzione. In particolare si ferma la movida fuori da bar e ristoranti e si vieta l’alcol nei parchi e nelle aree verdi e vengono rafforzate le regole anti assembramento e anti contagio per i centri commerciali. Altro importante intervento è quello sul fronte del trasporto pubblico che scende al 60% della capienza massima. Questa disposizione, unita alla riduzione del 50% della presenza in aula degli studenti delle scuole superiori (terze, quarte e quinte), sostituita dalla didattica a distanza, regolamenta al meglio la presenza nei pullman dei ragazzi che vengono a scuola a Jesi dai Comuni limitrofi. Si è inoltre a conoscenza del fatto che proseguirà l’attività di prevenzione e controllo nel centro storico da parte delle forze dell’ordine, deputate alla sicurezza pubblica. Qualora, nei prossimi giorni, dagli organi preposti alla prevenzione dovessero giungere comunicazioni che rendano opportuno assumere ulteriori provvedimenti restrittivi per limitare la diffusione del contagio, si procederà a compiere tutte le opportune valutazioni ed eventualmente a disporli».

Non manca l’appello ai locali e agli avventori «Colgo l’occasione – dice il sindaco – per rivolgere un appello sia ai titolari di pubblici esercizi che agli avventori, specialmente i più giovani, di prestare la massima attenzione affinché si evitino assembramenti e affinché tutti adottino le misure previste. Siamo in una fase molto critica e ciascuno è chiamato ad assumere azioni responsabili per sé e per chi gli sta intorno».

Occhi puntati, insomma, sulla movida del fine settimana. «Vorremmo evitare di deprimere ulteriormente il commercio, se possiamo, che sta vivendo una grossa crisi a causa del covid», le parole di Bacci.