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Il Centro Studi Piero Calamandrei di Jesi presenta “Gramsci, una nuova biografia”

Appuntamento venerdì 4 maggio al Palazzo della Signoria per la presentazione del volume su Antonio Gramsci edito da Feltrinelli. L'opera, sabato mattina, sarà presentata agli studenti del Liceo Classico di Jesi

gramsci

JESI – Il Centro Studi Piero Calamandrei organizza venerdì 4 maggio nella Galleria della Pinacoteca di Palazzo Pianetti la presentazione del libro “Gramsci, una nuova biografia“, edito da Feltrinelli. Nella splendida Galleria, ore 17.30, saranno presenti Francesca Chiarotto e Angelo d’Orsi che presenteranno il volume. Sabato 5 maggio alle 12, il volume sarà presentato agli studenti del Liceo Classico nell’aula magna dell’istituto.

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La copertina del volume edito da Feltrinelli

L’opera è la più recente biografia su Antonio Gramsci, uomo, intellettuale e politico tra i più studiati al mondo. Con questo libro l’autore tiene conto di studi e approfondimenti che il ritrovato interesse per questa straordinaria figura hanno generato, il lavoro di studiose e studiosi non solo italiano che hanno colto e si sono lasciati appassionare dal pensiero gramsciano. “Gramsci, una nuova biografia” edito da Feltrinelli, è l’opera di Angelo d’Orsi storico italiano, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Accanto a lui Francesca Chiarotto, studiosa e curatrice di altri volumi sull’intellettuale sardo.

Si tratta di una occasione unica per la città di Jesi e per la Vallesina che ha recentemente dimostrato grande interesse per Gramsci e per il suo pensiero, in occasione delle numerose e partecipate iniziative organizzate dall’Istituto Gramsci Jesi e Vallesina per l’ottantesimo anniversario dalla morte dell’intellettuale sardo. Gramsci morì a Roma a 46 anni, dieci dei quali li ha trascorsi nelle ristrettezze del confino, del carcere, delle cliniche. Il tribunale fascista l’aveva condannato a più di venti anni di carcere, ma non è riuscito ad impedire “al suo cervello di pensare” e di produrre cultura. «Nelle sue aperture verso il futuro c’è una genialità unica: i quaderni sono un monumento» sono state le parole di Massimo D’Alema dal palco del Moriconi.

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