Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

Jesi, cavalcavia da risanare: via all’indagine di mercato per i lavori

Un intervento da 680mila euro, di cui 520mila concessi dal Ministero dell’Interno e il resto, 160mila euro, da reperire tramite un mutuo. I segnali di allarme dall’aprile 2013

Il cavalcavia di viale della Vittoria in occasione del passaggio del Giro d'Italia

JESI – Risanamento e consolidamento del cavalcavia di via Gramsci che passa sopra viale della Vittoria, via all’indagine di mercato per individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori. Un intervento da 680mila euro, di cui 520mila concessi dal Ministero dell’Interno e il resto, 160mila euro, da reperire tramite un mutuo che il Comune sta procedendo a contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. Un mutuo della durata di 15 anni e a tasso fisso.

«L’intervento – spiegano gli uffici – è finalizzato alla conservazione ed alla valorizzazione del cavalcavia attraverso il risanamento conservativo delle finiture e il consolidamento statico/sismico delle strutture portanti e il rinnovamento degli elementi architettonici (controsoffittaure, parapetto, ecc.), nel massimo rispetto strutturale, funzionale e formale del manufatto. Tutti gli interventi strutturali e non strutturali consentono di mantenere la funzionalità delle reti impiantistiche presenti nel ponte anche durante le lavorazioni».

I segnali di allarme il manufatto li ha lanciati dall’aprile 2013, con «consistenti percolazioni di acqua lungo le spalle del ponte, nonché l’espulsione di alcuni fondelli dei travetti del solaio della campata centrale». Per fortuna problemi non strutturali ma relativi a materiale superficiale, in particolare di parti del solaio sottostante la volta delle arcate. Porzioni che non vanno a intaccare la solidità della struttura portante ma richiedono in ogni caso che si intervenga. Dopo l’installazione di reti di protezione, vi erano stati una prima campagna di indagine nel luglio 2014 e nuovi sondaggi sulla struttura nel marzo 2016, perforandone la parte superiore da via Gramsci. Lo stato di conservazione «è meno preoccupante del previsto», aveva riferito all’epoca delle prime verifiche il Comune. I tecnici avevano evidenziato la «necessità di interventi di manutenzione tesi ad allontanare le acque dalla struttura portante, nonché azioni di rinforzo della struttura orizzontale per l’adeguamento alle norme. Solo interventi manutentivi, invece, per i sostegni verticali».