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Jesi

Vertenza Caterpillar, è il giorno del Mise

Nel pomeriggio il tavolo del Ministero. Più tardi in Cattedrale i vescovi di Jesi, Senigallia e Ancona-Osimo riuniti sulla vicenda. Ciccioli: «Pressione per avere più tempo». Intanto la Rsu attiva la Cassa di Resistenza presso Banca Etica

Immagine di repertorio

JESI – È oggi 21 gennaio il giorno in cui si apre al Mise, Ministero dello Sviluppo economico, il tavolo sulla vertenza Caterpillar. Appuntamento alle 16, in videoconferenza, dopo che ieri allo stabilimento di via Roncaglia sono stati in visita i rappresentanti del gruppo lombardo Duplomatic, che si è detto interessato alla acquisizione del sito. All’incontro a distanza prenderà parte anche la Regione. Come in occasione dell’ultimo confronto con l’azienda, il 13 gennaio scorso, lavoratori e lavoratrici Caterpillar saranno, durante lo svolgimento del tavolo del Mise, riuniti in assemblea al presidio ai cancelli della fabbrica. Alle 18,30, in Cattedrale, si terrà inoltre l’appuntamento organizzato dalla Pastorale sociale e del lavoro di Jesi, Senigallia e Ancona e che vedrà partecipi i vescovi delle diocesi di Jesi e Senigallia e dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo, Gerardo Rocconi, Franco Manenti e Angelo Spina, riuniti per una riflessione sulla vicenda Caterpillar e «su tutte le situazioni a rischio nel territorio, ogni volta che l’economia non tutela il diritto al lavoro anteponendovi la logica del profitto».

Carlo Ciccioli, capogruppo Fratelli d’Italia

In vista dell’incontro odierno a intervenire – e chiedere che «dal Mise si faccia pressione per il ritiro della procedura di mobilità e dare respiro per eventuali acquisizioni» – è il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale, Carlo Ciccioli. «Saluto con favore – dice – il sopralluogo del management della Duplomatic, azienda lombarda che ha fatto filtrare un interessamento per l’acquisizione del sito di Jesi della Caterpillar. Serve tempo perché si passi dalle parole ai fatti. Come Fratelli d’Italia abbiamo immediatamente affiancato la Regione, Presidente Francesco Acquaroli in testa, nello stigmatizzare l’atteggiamento “Yankees” del Gruppo statunitense di netta chiusura verso qualsiasi ipotesi di mediazione. Ora, però, che esiste almeno un interessamento concreto all’acquisizione del sito produttivo di Jesi, occorre che si faccia un passo in avanti. Per questo, nell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, l’argomento del ritiro della procedura di mobilità sia al centro del tavolo di crisi. Un mese, lettere di licenziamento potrebbero partire dal 23 febbraio prossimo, è un lasso di tempo troppo breve per chiudere una trattativa. Il nostro territorio marchigiano non è un Far West».

La mobilitazione alla Caterpillar di Jesi

Intanto la Rsu Caterpillar, che stamane prima dell’incontro del pomeriggio si vede in Comune con il sindaco Massimo Bacci, rende noto: «La cassa di resistenza della nostra lotta prende vita! Visto le numerose donazioni che ci avete fatto abbiamo deciso di darle dignità anche morale aprendo un conto presso la Banca Etica, per assicurare un uso responsabile delle tante donazioni da voi fatte a sostegno della nostra lotta. Abbiamo scelto Banca Etica perché si ispira ai principi della finanza etica sensibile alle conseguenze non economiche delle azioni economiche, e che il profitto ottenuto con lo scambio di denaro deve essere conseguenza di attività orientata al bene comune. È una questione di coerenza con l’essenza della nostra lotta. La decisione di chiudere la fabbrica è stata presa dagli alti manager con il solo scopo di massimizzare i guadagni. Hanno deciso di chiudere lo stabilimento senza pensare alla catastrofe sociale che la loro sete di profitto lascia sul territorio».

«Il tessuto produttivo della Vallesina sta attraversando una crisi che va avanti da più di dieci anni. Fabbriche come la nostra richiedevano manodopera altamente specializzata e di qualità e, di conseguenza, anche l’indotto era fatto di lavori e lavoratori altamente specializzati. Il legame tra le scuole e il tessuto produttivo era consolidato, tanto che le aziende andavano in primavera a prenotarsi i futuri maturandi. La desolazione che viene lasciata in termini di ricchezza va misurata non soltanto nella perdita dei posti di lavoro ma anche nelle prospettive che un territorio è in grado di proporre».

«La nostra lotta deve andare oltre la difesa del posto di lavoro. Deve riportare al centro l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa. Occorre mettere dei paletti al capitale che se lasciato libero di circolare crea costi sociali enormi a molti e ricchezza a pochissimi. Non possiamo permetterci che una qualsiasi multinazionale arrivi su un territorio, rilevi una fabbrica con tutto il suo sapere e poi se lo porti via lasciando il deserto dietro di sé. Occorre che quando il capitale decide di lasciare un territorio lo lasci uguale o meglio rispetto a come l’aveva trovato quando era arrivata. Tanti si trovano nella nostra stessa situazione. La nostra lotta, come le altre, deve essere da stimolo per rimettere al centro quella che è la dignità umana. Quello che ci è successo ci dà la consapevolezza di ampliare la nostra battaglia in tutto il territorio e di costruire una rete per opporci a queste logiche predatorie ed elaborare proposte ed alternative possibili. Ringraziamo tutti coloro che ci sostengono e ci sosterranno. La cassa di resistenza verrà utilizzata per il sostegno alle azioni di lotta. La decisione delle spese sarà decisa dalla Rsu insieme a tutti i lavoratori. Sempre insieme ai lavoratori, una volta che avremo superato questa crisi, decideremo come e a chi devolvere in beneficenza la cassa di resistenza».

Caterpillar – #Senzatregua: attivata la “Cassa di Resistenza” presso la Banca Etica.

IBAN: IT45 C050 1802 6000 0001 7142 472

Causale: Sostegno Vertenza Caterpillar Jesi