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Jesi

Jesi, la Casa delle Genti non cede al Covid

Il centro di accoglienza per senza fissa dimora fronteggia i mesi più duri dell'inverno e la riorganizzazione imposta dalla pandemia: rete e collaborazioni fra Caritas, Cingoli e Fabriano per un servizio riaperto da dicembre

La Casa delle Genti di Jesi

JESI – Sette gli ospiti della struttura, più altre due persone che stanno completando il periodo di quarantena preventiva e presto vi faranno ingresso. Giunti alla fase più fredda e difficile della stagione invernale è questa attualmente la situazione alla Casa delle Genti di via Cascamificio, il centro di accoglienza per senza fissa dimora riaperto dal Comune di Jesi nel 2015 e dal 2018 affidato dall’Azienda Servizi alla Persona alla gestione della Fondazione Centro Servizi Caritas Jesina “P. Oscar”- ONLUS. Con la riorganizzazione resasi necessaria alla luce dell’emergenza Covid e delle esigenze di distanziamento, i posti alla Casa delle Genti sono stati ridotti da sedici a dieci e resta quindi attualmente spazio per un solo altro ingresso.

In occasione del lockdown della primavera 2020, il centro si era visto costretto a interrompere i nuovi ingressi. Erano rimaste in accoglienza solo le persone già ospiti della struttura. Da marzo a maggio 2020 ci si era organizzati per la presenza giorno e notte di un operatore, così da permettere alle persone di rimanere nella struttura e avere un alloggio stabile, minimizzando così le possibilità di contagio. Con la fine del lockdown Casa delle Genti era tornata al consueto orario secondo il quale chi viene accolto entra alle 18 e esce alle 8,30 della mattina successiva. Nei mesi estivi alcuni degli ospiti presenti hanno lasciato la struttura per motivi di lavoro o personali. La struttura ha riaperto infine lo scorso dicembre, a seguito dell’autorizzazione delle istituzioni sanitarie. Ed è stata stipulata una convenzione con la Casa San Benedetto di Fabriano, struttura gestita dalla San Vincenzo de Paoli, per permettere ai nuovi ospiti che debbono far accesso in prima accoglienza di effettuare lì il periodo di quarantena di 10 giorni previsto dalla normativa.

La persona senza fissa dimora infatti viene inviata al Centro Vaccinazioni Area Vasta 2 di Jesi per effettuare un tampone oro-faringeo a seguito dei contatti fra ASP e l’ufficio preposto. Qualora l’esito del tampone, comunicato dal Centro Vaccinazioni alla Fondazione Caritas che gestisce la Casa (a seguito di una liberatoria firmata dall’utente che autorizza la Fondazione a ricevere il risultato) risulti negativo, la persona si reca in autonomia presso la struttura di Fabriano. Finita la quarantena, l’ospite viene accompagnato dalla sera stessa presso la Casa delle genti. In caso di tampone positivo, viene avvertito il distretto sanitario che provvede a trovare una collocazione idonea. Nella struttura di via Cascamificio una stanza è lasciata libera per il caso di ospiti che manifestino una sintomatologia sospetta.

Asp ha la responsabilità anche di una seconda struttura, l’Alloggio Sociale “Castiglioni-Cingoli” di proprietà del Comune di Cingoli: qui due su nove sono i posti occupati in questa fase. A Jesi, Fondazione Caritas peraltro può contare sulla propria struttura di viale Papa Giovanni XXIII, Casa Alleanza, centro di seconda accoglienza per adulti in difficoltà: Mentre due sui quattro disponibili (sei prima della pandemia) i posti occupati.