Jesi-Fabriano

Jesi, si continua a cadere in piazza Pergolesi. Grassetti: «Inerzia ingiustificata dell’amministrazione»

Il capogruppo in Consiglio di Fratelli d’Italia torna a puntare il dito contro il «gradino “invisibile”, con troppi inciampati e caduti anche con serie conseguenze». Anche recenti gli ulteriori e non isolati episodi, iniziativa sul posto del partito

Piazza Pergolesi, l'iniziativa di Fratelli d'Italia

JESI – «Pericolo incombente per i cittadini e inerzia ingiustificata dell’amministrazione»: è il capogruppo in Consiglio di Fratelli d’Italia, Antonio Grassetti, a tornare a puntare il dito contro il «gradino “invisibile” di piazza Pergolesi, con troppi inciampati e caduti anche con serie conseguenze». Anche recenti gli ulteriori e non isolati episodi, per una situazione che ha visto Grassetti presentare anche una interpellanza e che, stamattina 31 dicembre, ha visto un gruppo di iscritti al partito inscenare una iniziativa: «Abbiamo collocato due sagome di cartone a terra, sopra la vecchia macchia di sangue lasciata recentemente da una povera signora, vittima tra le tante, di quell’inciampo insidioso per evidenziare, ancora di più, l’urgenza di mettere al sicuro quel gradino, apponendo fioriere o altra protezione ad impedire il passaggio, almeno sino a che sia completato l’iter amministrativo per l’intervento tecnico che risolverà definitivamente il problema.  Questo è quanto chiediamo all’Amministrazione, che non può (e non deve) restare passiva di fronte a quel pericolo vivo e costante, che minaccia chiunque abbia la sventura, passeggiando per il corso, di imbattersi in un vero e proprio trabocchetto con serie conseguenze alla salute». 

Il gradino “invisibile” di piazza Pergolesi

«Mi auguravo che nel frattempo, come richiesto, si fosse provveduto a segnalare “l’ostacolo” al fine di evitare altri episodi dannosi – dice Grassetti – ad oggi, però, niente è avvenuto e il gradino insidioso è sempre “al suo posto” senza alcun prudente accorgimento salva inciampi. Se con l’interpellanza non volevo polemizzare ma solo allarmare l‘Amministrazione perché si attivasse ad evitare cadute e danni alle persone, preso atto della sua più completa passività, non posso non puntare il dito contro quell’inerzia ingiustificata, di cui essa dovrà rispondere, politicamente ai cittadini e in via giudiziaria agli infortunati di ieri e futuri».

Il gradino è comparso in piazza Pergolesi col rifacimento degli ultimi anni: alto e ben visibile all’altezza del monumento al compositore, si assottiglia fino quasi a scomparire lì dove la pavimentazione di piazza e di Corso Matteotti diventano un tutt’uno. Un’insidia in cui cadono in tanti.

«Problema non nuovo – ha detto al riguardo l’assessora ai lavori pubblici Valeria Melappioni – abbiamo già avviato con i progettisti l’interlocuzione per una soluzione definitiva. Gli uffici stanno approfondendo la questione con i progettisti stessi».

Piazza Pergolesi è stata rifatta fra il 2018 e il 2019, con arretramento del monumento e creazione di uno spazio aperto. Dalla parte di San Nicolò, è stato rialzato un doppio gradone, che va via via stringendosi fino a diventare di pochi centimetri all’altezza del passeggio sul Corso. Tolte le transenne che per lunghi mesi, con il cantiere del rifacimento del Corso, l’hanno segnalato, sono arrivati gli inciampi.

Il gradino “invisibile” di piazza Pergolesi

Per Grassetti: «Una vera e propria insidia costituita da un gradino a scendere, in pratica invisibile, chi si imbatte in quel punto è facilmente ingannato dalla presenza di una linea (in marmo?) bianca, che sostanzialmente nasconde il piccolo scalino da scendere, causando frequenti rovinose cadute. A terra, poco più avanti, emergono ancora macchie di sangue di una malcapitata signora che recentissimamente vi è caduta, procurandosi danni severi al volto. Occorre certamente un intervento tecnico d’urgenza che scongiuri altri spiacevoli simili episodi in tempi brevissimi e nel frattempo è improrogabile almeno una segnalazione di pericolo, con l’apposizione di una transenna che impedisca il passaggio e il passeggio nel punto denunziato come pericoloso».

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