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Jesi, baristi e ristoratori uniti in piazza: «Ripartiamo insieme»

JESI – In piazza della Repubblica, insieme, per farsi sentire. Ma senza polemiche. Erano più di cinquanta i titolari di locali (bar, pub, ristoranti, etc.) che si sono dati appuntamento oggi, 23 maggio, di fronte al teatro Pergolesi. Distanze di sicurezza garantite, gli operatori hanno acceso i riflettori sul loro settore, uno di quelli che il Coronavirus ha messo in ginocchio.

Iniziato col minuto di silenzio in memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le vittime della mafia, il flash mob è stato arricchito dalle testimonianze di coloro che, per oltre due mesi, sono stati costretti a restare a casa, lontani da banconi, amici e clienti. C’è chi ha chiesto di far tesoro dell’esperienza restando uniti. «Non dimentichiamo questa tragedia, non torniamo a dividerci, facciamo squadra», l’appello al microfono – coperto anch’esso da mascherina – di alcuni di loro.

Ristoratori e baristi in piazza della Repubblica

Nessuna protesta nei confronti del Comune, sebbene nei giorni scorsi gli animi si erano surriscaldati. Diverse le persone che si sono fermate ad ascoltare, anche considerando che è la prima vera manifestazione in città, dentro al centro storico, dopo quasi tre mesi di silenzio e piazze vuote.

È al governo, in particolare, che si chiede maggiore attenzione nei confronti di un settore che dà lavoro a tante persone e contribuisce fortemente ad aggregare il tessuto sociale cittadino. Poche le parole da parte degli organizzatori, solo per far capire ancora una volta quanto sia importante il ruolo svolto. «Ora torniamo ai nostri locali», la frase di congedo. Non erano presenti esponenti dell’amministrazione comunale, alla quale è stato riconosciuto, almeno da coloro che hanno preso la parola, l’impegno a collaborare.